Cover Sopra e sotto l'onda

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book € 26,00
series "Percorsi"
pp. 328, Brossura, 978-88-15-38753-0
publication year 2023

MARIO VIVIANI

Sopra e sotto l'onda

Un’immersione nel mondo delle cooperative

Introduzione
Storia e memoria.
Target.
Su cosa si ragiona.
Che tipi di ragionamento.
Due argomenti che ritorneranno spesso.
PARTE PRIMA: DOMANDE
La domanda ferale
Eccola la domanda.
Un aggregato progressivo di questioni.
Racconti e riflessioni.
Percorsi e deviazioni.
Osservatore partecipante.
L’archetipo
La perdita di «compagni».
Allora, come si chiamano tra di loro i cooperatori?
L’archetipo che non c’è più.
Fino a non molto tempo fa.
Come si diventa (diventava) cooperatore.
Esempio sul senso delle azioni correnti.
Si può ricostruire l’archetipo?
La responsabilità dei soci.
L’archetipo serve per stare dentro la realtà.
L’oggetto
Prima di tutto: cos’è l’oggetto.
La giustizia sociale.
Cooperare.
Dentro il capitalismo.
Un insieme aperto.
Se è aperto, scambia.
Collocare l’oggetto
La collocazione: uno spazio ampio.
Da dove viene: guardiamo qualche libro.
Titoli.
Periodi.
Date di pubblicazione.
Cos’era successo in quei pochi anni?
E cosa è successo dopo?
Da che parte è andata la storia.
Come è fatta la cooperazione.
Le cose da guardare.
Foto di gruppo.
Siamo tutti sulla stessa barca?
Una quasi spiegazione.
Cos’è l’identità.
Identità delle organizzazioni.
«Siamo tutti sulla stessa barca».
Cosa c’è dentro la frase fatta.
Elenco degli argomenti che saranno toccati.
PARTE SECONDA: VALORI, PROPRIETÀ, GOVERNANCE
Sui valori
Progressi economici e questione valoriale.
Ma è vero che i valori contano?
I quesiti e subito la tesi.
Troppo semplice.
Cooperativa, impresa, istituzione, movimento.
Dalle aspirazioni di base al discorso pubblico.
Cominciamo dalla metafora del calabrone.
Le regole del mercato, le imprese e le cooperative.
Esempi di regole di distribuzione e relazione interna.
La capacità competitiva delle cooperative.
Se il sistema di valori dovesse venir meno.
L’individualismo, l’opportunismo e le cooperative.
La «diversità» cooperativa può essere un rischio?
Basta la democrazia?
Dimensione delle imprese e problema della governance.
Il «controllo» dei valori.
Cosa controllava il «socio occulto».
Democrazia, delega, controllo: un sistema.
Se i soggetti da tre diventano due.
Un poco di eresia.
Postilla sui valori
Postilla in forma distesa.
Quando si parla di «valori» in cooperativa.
Ma ci basta ragionare tra di noi?
I valori come strumenti necessari alla convivenza.
Un esempio per capirci: i «No Dal Molin» contro Coop.
Come andò a finire.
La cooperazione è un soggetto pubblico?
Dunque: valori uguale politica.
Sulla proprietà
La proprietà.
Cosa ci si aspetta, in generale, dalla proprietà.
La proprietà collettiva.
Una proprietà, quella cooperativa, per modo di dire.
Il diritto di proprietà in cooperativa.
La proprietà cooperativa e le «attribuzioni di secondo tipo».
Ecco che arriva il patto mutualistico.
Perché il diritto di proprietà cooperativa non è cedibile.
Alla base della proprietà cooperativa: fame e ideali.
Oggi è più difficile.
I diritti «limitati e irragionevoli» della proprietà cooperativa.
La proprietà, il controllo e gli affidamenti fiduciari.
Cosa affidano i soci ai dirigenti.
Ambiguo il dirigente, o almeno complesso.
Il compito del dirigente cooperativo.
Riassunto e conclusioni sulla proprietà cooperativa.
Sulla governance
Abbiamo visto.
Governance.
La governance non è solo compito dei soggetti istituzionali.
La democrazia rappresentativa non basta.
Quali assunti.
Due aspetti critici di comune osservazione.
I protagonisti della governance sono molti.
Soggetti 1: i dipendenti.
Soggetti 2: i soci.
Soci: shareholder o stakeholder?
Soci: stakeholder (più che altro).
Soci: le diverse motivazioni nella governance.
Soggetti 3: la cooperazione (movimento, sistema).
Soggetti 4: la società.
Visti i soggetti, guardiamo quanto contano e cosa capita.
La rappresentanza nelle cooperative e nelle Spa.
Un mandato «quasi politico».
Il sistema di base per la costruzione delle rappresentanze: le sezioni soci.
Critica delle sezioni soci.
Come evolve il processo di rappresentanza.
Il secondo livello: i consigli d’amministrazione.
Un ragionamento particolare: le grandi cooperative di consumatori.
Il CDA delle grandi cooperative di consumatori.
Ma cosa rappresenta il consigliere?
Il CDA tra governo e governance.
Quasi-proposte sul governo.
Ipotesi per un CDA riformato.
Il meccanismo elettorale e il territorio.
Riflettiamo ancora sul concetto di governance.
Il ruolo del movimento nella governance delle cooperative.
Il ruolo della società nella governance delle cooperative.
Un soggetto che non è stato considerato: i dirigenti.
PARTE TERZA: TRACCE, REPERTI E TESTIMONI
Cosa c’è in questa parte.
Sul linguaggio
Parlare come.
Solo un paio di spunti.
Gli anni ’80 e la modifica del paradigma.
Osservazioni del 1993 sul cambio di paradigma.
Le cooperative bilingui.
I due linguaggi e i due parlanti.
Parole e parole d’ordine.
Tre parole (del linguaggio uno).
Le cooperative anticrisi.
Ci sono crisi e crisi.
L’anticiclicità della cooperazione.
Ma se la difficoltà è settoriale.
La resilienza delle cooperative.
Resilienti rispetto a chi.
Allora guardiamo i settori.
Ancora confronti.
Che antipatia per quella parola.
Le cooperative non sono più resilienti di.
Tre parole e tre suggerimenti d’uso.
Scherzarci sopra.
Sulla sostenibilità
La sostenibilità delle cooperative.
Intanto una sintesi introduttiva.
Cooperative e sostenibilità.
La cooperazione.
La sostenibilità.
Gli aspetti comuni.
I rischi d’entrambe: sussiego e presunzione.
Aporie.
Il rischio della supplenza.
Però.
A che punto è la sostenibilità.
Perché però ci serve la sostenibilità.
Due oggetti mobili.
In sostanza.
Occhio ai soggetti.
Sulle teorie, le dottrine e la cultura cooperativa
Circoli, virtuoso e vizioso.
Cultura cooperativa.
Alla base della cultura cooperativa: storia, teorie, dottrina.
Le teorie sulla cooperazione.
Teorie economiche in generale.
Il primo famoso teorico: Pantaleoni.
Ward e i suoi seguaci.
Critici di Ward: Leon.
Intermezzo: dove ho preso le citazioni.
Tra economia e sociologia.
Tra economia, sociologia e storia.
Hansmann, o il rilievo della proprietà.
Altri teorici.
Qualche riflessione sulle teorie.
Impresa e imprenditorialità.
I due soggetti dell’imprenditorialità cooperativa.
Dove collocarsi per guardare (e teorizzare).
Una sintesi concettuale.
La cultura cooperativa: la conseguenza di ciò che si è visto.
In tempi non tanto lontani.
La questione identitaria e la politica culturale.
La cultura e il suo valore.
Gli effetti della cultura.
Principi per una politica culturale della cooperazione.
Autonomia della produzione culturale.
Idea aggiornata di «produzione».
Chi fa oggi la politica culturale della cooperazione?
Colonizzazione?
Quale potrebbe essere l’obiettivo.
Obiettivi dell’infrastruttura.
Ancora sull’infrastruttura come fondazione.
Entità e attività collegate.
Qualche altra considerazione sulla situazione a oggi.
Una rottura generazionale?
Autocritica.
I nuovi cooperatori.
I riti.
Riti di conferma e di passaggio.
Come ci conviene continuare.
PARTE QUARTA: PER TIRARE LE FILA
Si parla sempre di cooperazione, ma.
Sull’etica cooperativa
Gli sforzi della cooperazione in fatto di etica.
Quando si è cominciato a parlare di etica cooperativa.
Carte dei valori, codici etici, bilanci sociali.
Tangentopoli, le elezioni del 1994, le due spinte contrarie.
Il progetto del 1998 sull’etica e la democrazia/1.
Il progetto del 1998 sull’etica e la democrazia/2.
Responsabilità sociale ed etica cooperativa.
Lo squilibrio del rapporto cooperative-associazione.
Cosa ha (forse) pensato di fare l’associazione.
Assunti per una riflessione (e discussione).
Piste di riforma.
Uno schema generale.
Associazione 1: cambiare il criterio di formazione della rappresentanza.
Approfondimento sul «mandato a governare»/1.
Approfondimento sul «mandato a governare»/2.
Dunque: chi deve governare.
Associazione 2: una magistratura etico-politica.
Cosa potrebbero dire le cooperative sull’authority.
Cooperative 1: lotta alla corruzione.
Cooperative 2: responsabilità e selezione dei soci.
Management: retribuzioni, doppi incarichi e altre opacità.
Limite dei mandati e «globalità» della governance.
Bilanci sociali «veri».
Trasparenza nelle Spa.
Garantire il prestito sociale.
Sul potere
L’argomento.
Contenuti del capitolo.
Gli istituti della rappresentanza.
Rappresentanza e potere.
Un poco di storia: istituti e «superistituti».
Come funzionavano le cose.
Crisi.
Come si forma la cultura organizzativa.
La sindrome «ci penseranno quelli che verranno dopo».
Forza e potere degli istituti di rappresentanza.
Il potere calante.
Si può tentare di raddrizzare la barca?
a) Razionalizzare il fatto di avere poche risorse.
b) Evitare l’astrazione.
Il decadere dell’argomentazione.
Un esempio per spiegare.
Perché l’astrazione contava.
«Ma chi l’ha detto che le cose stanno proprio così?».
c) Percepire i bisogni e renderli agibili.
d) Esprimersi attraverso «cose».
L’istituzione di rappresentanza cooperativa.
Il massimo comun divisore.
La concretezza della difesa e la promozione dei valori.
Potere e risorse.
Postilla sulla reputazione
La reputazione.
Due argomenti.
Ma le cooperative sono autonome o no?
Le «coop rosse»: ci dispiace proprio?
Non ci piace o ci piace?
Soci coop vs Legacoop.
Chi è responsabile.
Proviamo a trovare le ragioni.
Relativamente al «mancato controllo».
Relativamente al «mestiere di Legacoop nelle crisi».
Relativamente ai «rischi per il prestito sociale».
Relativamente al «deficit di democrazia».
Sulla sopravvivenza
Nostalgia?
Cosa abbiamo visto.
Più che nostalgia, confronto.
Necessità di un modello.
Le variabili strutturali.
Non sarebbe però bastato.
La cinghia di trasmissione.
Come funzionava la cinghia.
Non era dipendenza.
Ancor più nei particolari.
Come poi le cose sono cambiate.
E le variabili strutturali?
Asserzione: senza movimento la cooperazione rischia.
È necessario ricostruire un movimento.
Come sono messe oggi le variabili strutturali?
Senza la cinghia: da rivendicazioni e proposte ai patteggiamenti.
Dove e come agire: ingredienti, composti e condimenti.
La cooperazione è proletaria.
Ho toccato tre variabili.
Me ne manca una.
In sostanza, ovvero dove sta la capacità negoziale.
La risposta alla domanda ferale non può essere ecumenica.

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