il Mulino

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Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re

Favolosi, intemporali: ogni città ha i suoi miti di fondazione, costellati di profezie e oracoli, il suo parterre di eroi.

Vi si narra di ninfe dei boschi; del fondatore Enea, straniero e designato; dei gemelli abbandonati Romolo e Remo, della lupa che li allattò; del pastore Faustolo che li raccolse; di un fratricidio, a ricordarci che gli albori scontano sempre un atto barbarico; di una serie di re, Romolo appunto e i restanti sei.

Tra mito e storia, accanto agli eroi entrano in scena le donne, con il ratto delle Sabine, la sventurata Tarpea, Egeria che dettò le leggi a Numa, Lucrezia e il suo nobile senso dell’onore, le vestali, Clelia e le giovani romane. Un mondo prodigioso, tutto da scoprire.

Episodi


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02 December 2021
Giulio Guidorizzi: la Gens nella Roma Repubblicana

“Un giorno del 505 avanti Cristo, un pater familias sabino decise che la patria in cui voleva vivere insieme alla sua comunità doveva essere Roma. Il suo nome era Atta Clauso, e venne poi chiamato Appio Claudio”. Comincia così la ricostruzione che Giulio Guidorizzi, grecista e antropologo del mondo antico, fa in Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re. Appio Claudio è il simbolo della Gens emergente, la rete di famiglie da cui sarebbero discesi consoli, magistrati e imperatori, e che, dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo, composero quella specie di democrazia tribale che fu la società repubblicana. Guidorizzi ne racconta la vita quotidiana, il sistema dei nomi e tutta una serie di abitudini e convenzioni arrivate fino a noi, dalle pompe funebri al rapporto molto stretto con lo Stato.

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02 December 2021
Giulio Guidorizzi: Roma antica e i piccoli Dèi

“Nella Roma antica convivevano grandi Dèi di origine greca e piccoli Dèi, non meno importanti. Insieme componevano la religione dei romani, “piena di forze, invisibili e impersonali, espressione del mistero senza nome che anima la natura”. Così la racconta Giulio Guidorizzi nel secondo di tre episodi dedicati a Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re. Ma la religione romana è fatta anche di incantesimi ai limiti della superstizione, come dimostra una delle scoperte più recenti, avvenuta nel 1999, di una fontana dedicata ad Anna Perenna. Fa tutto parte di quella nozione di “sacro” che nella Roma Repubblicana conteneva due aspetti in apparenza opposti - il puro e l’impuro – e che Guidorizzi racconta in modo del tutto diverso da quello usato finora nei libri di scuola.

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02 December 2021
Giulio Guidorizzi: donne, mogli e madri nella Roma Repubblicana

Come entrava, una donna, in una nuova famiglia che facesse parte della società patriarcale dell’antica Roma? Con un atto di acquisto. Si chiamava “coemptio” ed era una vera e propria compravendita che avveniva davanti a una bilancia sulla quale l’acquirente gettava il prezzo del… “bene” che avrebbe voluto comprare. È uno dei numerosi usi che Giulio Guidorizzi, grecista e antropologo del mondo antico, ricostruisce in questo ultimo episodio dedicato a Il grande racconto di Roma antica e dei suoi sette re. Che non si tratti del tutto, purtroppo, di un costume antico lo dimostra un altro avvenimento fondamentale ai fini della storia. La Roma Repubblicana nacque, infatti, nel 509 avanti Cristo a seguito del sacrificio di una donna, Lucrezia, stuprata dal figlio di Tarquinio il Superbo e poi morta suicida. Per vendicarla, si arrivò alla cacciata del settimo re, l’ultimo.

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