Copertina Teoria dell'agire comunicativo II

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collana "Collezione di testi e di studi"
pp. 640, Brossura, 978-88-15-29588-0
anno di pubblicazione 2022

JüRGEN HABERMAS

Teoria dell'agire comunicativo II

II. Critica della ragione funzionalistica

In questo testo ormai classico, pubblicato per la prima volta nel 1981, Habermas analizza l’ipotesi che la razionalità non sia esclusivamente di tipo funzionalistico, finalizzata cioè a uno scopo e tale da ridurre gli individui a strumenti, ma possa essere di tipo discorsivo, ovvero più emancipativa, e scaturire dal dialogo tra soggetti non isolati nel mondo sociale. Come il linguaggio non è solo un insieme di termini ma anche discorso rivolto a qualcuno con cui ci si deve intendere (e che in quell’intesa si realizza), così la legittimazione delle istituzioni politiche dipende in gran parte dalla «razionalità comunicativa», in grado di favorire la formazione di una volontà collettiva e di promuovere la partecipazione democratica da parte di individui non asserviti. Un’opera tuttora centrale nella produzione dell’autore, che viene qui riproposta in un’edizione rivista e arricchita della nuova presentazione di Alessandro Ferrara e di un testo inedito scritto per l’occasione dallo stesso Habermas.

Jürgen Habermas, illustre esponente della Scuola di Francoforte, è tra i maggiori filosofi e sociologi contemporanei. Di recente il Mulino ha pubblicato anche il suo «Proteggere la vita. I diritti fondamentali alla prova della pandemia» (2022).

V. Il mutamento di paradigma in Mead e Durkheim. Dall’attività finalizzata a uno scopo all’agire comunicativo
Considerazione preliminare
1. La teoria della comunicazione come fondazione delle scienze sociali
1.1. La problematica della teoria della comunicazione di Mead
1.2. Il passaggio dal linguaggio mimico subumano all’interazione mediata simbolicamente
1.3. Precisazione della teoria meadiana del significato con il concetto wittgensteiniano di «osservanza della regola»
1.4. Dall’interazione mediata simbolicamente all’interazione guidata da norme (agire di ruolo)
1.5. La costruzione complementare di mondo sociale e mondo soggettivo
Proposizione e percezione delle cose
Norma e agire di ruolo
Identità e natura dei bisogni
2. L’autorità del sacro e lo sfondo normativo dell’agire comunicativo
2.1. Durkheim sulle radici sacrali della morale
2.2. Punti deboli della teoria durkheimiana
2.3. «Excursus» sulle tre radici dell’agire comunicativo
3. La struttura razionale dell’elaborazione linguistica del sacro
3.1. Lo sviluppo del diritto e il mutamento di forma dell’integrazione sociale
I fondamenti non contrattuali del contratto
Dalla solidarietà meccanica a quella organica
3.2. La logica di questo mutamento di forma
3.3. La fondazione di Mead di un’etica del discorso
3.4. «Excursus» su identità e individuazione
3.5. Riserve verso la teoria della società di Mead
VI. Seconda considerazione intermedia. Sistema e mondo di vita
Considerazione preliminare
1. Il mondo di vita e l’idealismo ermeneutico della sociologia comprendente
1.1. Il mondo di vita come orizzonte e sfondo dell’agire comunicativo
1.2. Il concetto di «mondo di vita» della fenomenologia sociale
1.3. Dal concetto pragmatico-formale al concetto sociologico di «mondo di vita»
1.4. Funzioni dell’agire orientato all’intesa per la riproduzione del mondo di vita. Dimensioni della razionalizzazione del mondo di vita
1.5. Limiti di una sociologia comprendente che identifichi il mondo di vita con la società
2. Disgiunzione tra sistema e mondo di vita
2.1. Società primitive come mondi di vita socioculturali
2.2. Società primitive come sistemi autoregolati
2.3. Quattro meccanismi della differenziazione sistemica
2.4. L’ancoramento istituzionale, nel mondo di vita, dei meccanismi di integrazione sistemica
2.5. Razionalizzazione vs tecnicizzazione del mondo di vita
2.6. La disgiunzione di sistema e mondo di vita.
Una riformulazione della tesi della reificazione
L’idea di «forma di intesa»
Sistematica delle forme di intesa
VII. Talcott Parsons. Problemi di costruzione della teoria della società
Considerazione preliminare
1. Dalla teoria normativista dell’azione alla teoria sistemica della società
1.1. L’abbozzo di teoria dell’azione del 1937
Un concetto volontaristico di «azione»
Un concetto normativistico di «ordine»
Il dilemma utilitaristico
Il problema hobbesiano
Il problema del coordinamento dell’azione in condizioni di doppia contingenza. Una prima opzione nella costruzione della teoria
1.2. La teoria dell’azione nella prima fase del periodo di mezzo
Il collegamento tra motivazioni e orientamenti di valore
Come cultura, società e personalità determinano gli orientamenti dell’azione
L’introduzione delle «pattern variables».
Una seconda opzione nella costruzione della teoria
1.3. Precisazione del concetto di «sistema» e presa di distanza dalla teoria dell’azione. Una terza opzione nella costruzione della teoria
2. Sviluppo della teoria sistemica
2.1. Lo sviluppo della teoria sistemica a partire dai «Working Papers»
Livellamento della differenza tra integrazione sociale e integrazione funzionale
Lo schema delle quattro funzioni e la formazione del sistema
Adattamento delle «pattern variables» allo schema delle quattro funzioni
Reinterpretazione dei valori culturali in valori guida cibernetici
Determinismo culturale
2.2. La tarda filosofia antropologica e la precarietà del compromesso fra teoria dell’azione e teoria sistemica
2.3. La teoria dei «media» di regolazione
Interazioni regolate da «media» come alleggerimento dell’agire comunicativo. Tecnicizzazione del mondo di vita
Caratteri strutturali, proprietà qualitative ed effetti di formazione sistemica del «medium» denaro
Difficoltà nella trasposizione del concetto di «media» ai rapporti di potere
Il problema dell’ipergeneralizzazione. Influenza e impegno sui valori vs denaro e potere
La teoria dell’azione come fondazione dei «media» in Parsons. Forme generalizzate di comunicazione vs «media» di regolazione
3. Teoria della modernità
3.1. Razionalizzazione del mondo di vita e crescita della complessità sistemica
3.2. «Excursus» su un tentativo di rikantianizzare Parsons
VIII. Considerazione conclusiva. Da Parsons attraverso Weber fino a Marx
Premessa
1. Retrospettiva sulla teoria weberiana della modernità
1.1. La tesi weberiana della burocratizzazione riformulata nei concetti di «sistema» e di «mondo di vita»
1.2. Ricostruzione della spiegazione weberiana della nascita del capitalismo
1.3. Colonizzazione del mondo di vita. Ripresa della diagnosi weberiana
Rapporti di scambio tra sistema e mondo di vita nelle società moderne
Stili unidimensionali nella condotta di vita e inaridimento burocratico della sfera pubblica politica
Marx vs Weber. Dinamica dello sviluppo vs logica dello sviluppo
Tesi conclusive
2. Marx e la tesi della colonizzazione interna
2.1. Astrazione reale e cosificazione dei nessi di azione socialmente integrati
Punti forti della teoria del valore
Punti deboli della teoria del valore
2.2. Il modello dei rapporti di scambio tra sistema e mondo di vita
Interventismo statale
Democrazia di massa
Stato sociale
Il compromesso dello Stato sociale
Caduta delle ideologie e frammentazione della coscienza quotidiana
2.3. Tendenze alla giuridificazione
Quattro tappe della giuridificazione
La giuridificazione dello Stato sociale. Il dilemma di garanzie che promuovono e insieme sottraggono libertà
3. Compiti di una teoria critica della società
3.1. L’arco dei temi della prima teoria critica
3.2. Punti di collegamento per la teoria dell’agire comunicativo
4. Teoria della razionalità e contesto storico. Contro le pretese fondamentaliste
Postfazione, di Gian Enrico Rusconi
Bibliografia
Indice dei nomi
Indice generale dell’opera

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