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Copertina Una nuova Italia in una nuova Europa

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a stampa € 28,00
collana "Collana della Fondazione Edison"
pp. 368, Brossura, 978-88-15-29558-3
anno di pubblicazione 2022

MARCO FORTIS, ALBERTO QUADRIO CURZIO

Una nuova Italia in una nuova Europa

Purché si governi la transizione

Questo volume riprende in maniera organica gli articoli di Marco Fortis e di Alberto Quadrio Curzio pubblicati su importanti quotidiani tra ottobre 2020 e inizio novembre 2021, ovvero nel periodo che, in perduranza della crisi sanitaria, economica e sociale aperta dalla pandemia da Covid-19, porta al Governo Draghi. Lo stesso ha credibilità a livello europeo e internazionale e ha riportato fiducia affrontando la campagna vaccinale e impostando il Pnrr. La ripresa dell’Italia è partita dall’industria ed è stata trainata in modo straordinario dalla manifattura (e dalle costruzioni), quindi innanzitutto dall’economia reale, che ha dimostrato resilienza e competitività anche nel commercio estero. La solidità della crescita sarà confermata nel lungo periodo se proseguiranno e si rafforzeranno le politiche economiche in continuità con il Piano Industria 4.0 e se si sfrutteranno appieno le potenzialità del piano europeo di ripresa. L’Europa ha promosso misure senza precedenti per il sostegno e il rilancio dell’economia con il Next Generation EU e il Recovery Plan. Molto importanti sono anche gli Eurobond, emessi dalla Commissione europea per finanziare la ricostruzione e la ripresa della UE. Accompagnate dalle riforme, queste risorse saranno cruciali per la transizione verso un nuovo paradigma centrato sull’innovazione e lo sviluppo sostenibile (anche per superare le vulnerabilità della UE nelle materie prime). La UE nella crisi si è difesa bene, ma ciò non garantisce ancora un rafforzamento di lungo periodo in un mondo con due giganti (USA e Cina) e con monopoli oligopolistici.

Marco Fortis insegna Economia industriale e Commercio estero all’Università Cattolica ed è vicepresidente e direttore della Fondazione Edison, dove è anche vicepresidente del Comitato scientifico. Alberto Quadrio Curzio è professore emerito di Economia politica all’Uni­versità Cattolica e presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È presidente del Comitato scientifico della Fondazione Edison.

Introduzione. Il «nuovo» c’è ma la transizione va «governata», di Marco Fortis e Alberto Quadrio Curzio
1. Continuità, distinzioni, complementarità, di Marco Fortis e Alberto Quadrio Curzio
2. L’Italia può riagganciare l’Europa: un’occasione da non sprecare, di Marco Fortis
3. Euro-sviluppo ed euro-democrazia: innovazioni, investimenti, internazionalità, di Alberto Quadrio Curzio
PARTE PRIMA: ITALIA, DALLA RIPRESA ALLE RIFORME STRUTTURALI, di Marco Fortis
1. Solo con le riforme il Recovery Plan produrrà risultati importanti
2. 2021: la ripresa partirà dall’industria
3. L’Italia può tornare a correre come la Germania
4. Una riforma a costo zero per Draghi: l’orgoglio Italia
5. Primi segnali di ripresa per l’export
6. C’è un’Italia in testa alle classifiche europee, da cui ripartire
7. Il trampolino del Recovery per il modello di sviluppo sostenibile
8. Manifattura più sostenibilità: le due leve della crescita italiana
9. Il tesoro (non perduto) del turismo, una risorsa da riconquistare subito
10. Costruzioni e manifattura trainano la ripresa italiana, poi toccherà al Recovery Plan
11. Il boom del made in Italy è figlio di Industria 4.0 e dei giovani imprenditori
12. Nella partita del commercio estero l’Italia ha strapazzato l’Inghilterra
13. L’export del made in Italy mette le ali
14. Made in Italy da primato nonostante la pandemia
15. Pmi italiane più forti di intere nazioni. Il caso della meccanica
16. Quattro pilastri per la crescita dell’Italia
17. L’Italia del mobile stupisce il mondo come l’Italia dell’atletica
18. Per l’Italia è oro pure nell’economia. I primati che non si vedono
19. Italia prima in Europa per produzione industriale
20. Primi in Eurozona per crescita acquisita del Pil, ora la politica non freni
21. Cercasi flop disperatamente. I dati contro il pessimismo sull’economia italiana
22. L’«Economist» stima il Pil Italia a +6%... e i gufi masticano amaro
23. Manifattura, costruzioni e l’export trainano la ripresa del dopo pandemia
24. Produzione industriale, luglio conferma il cambio di passo della manifattura
25. La produttività non è un’opinione: tolta l’auto, Italia batte Germania
26. Vere riforme, non maquillage fiscali: la lezione dell’industria italiana (che vola)
27. L’industria italiana resiste meglio delle altre alla crisi delle forniture
28. Gas e inflazione: Scilla e Cariddi della ripresa europea. Ma l’Italia ce la può fare
29. Già oltre il 6%, il biglietto da visita italiano al G20
30. Diversificazione, filiere corte e Industria 4.0 spingono l’export italiano post-Covid
31. Il 4° trimestre parte col piede giusto, la manifattura corre ancora
PARTE SECONDA: EURO-SVILUPPO E INNOVAZIONE, di Alberto Quadrio Curzio
32. Cosa rivela il successo dei Surebond
33. Senza scienza non c’è salute (né sviluppo)
34. L’Europa ha potenza di fuoco, ma senza rapidità è inefficace
35. Unione Sanitaria Europea, ora portiamo l’agenzia Hera in Italia
36. L’Europa non potrà aspettare chi ritarda sul Recovery Fund
37. La rotta tracciata da Mario Draghi
38. Recovery Plan, non tutti gli investimenti sono uguali
39. L’agenda Gentiloni ha stabilito cosa. Il punto è come e quando
40. L’Italia non ha trovato ancora la nuova classe politica
41. Annunciare riforme è facile, ma senza un cronoprogramma è inutile
42. Draghi è cruciale anche per l’UE (che perderà Merkel)
43. Scienziate e Paesi in via di sviluppo
44. La partita di Mario Draghi sul capitale umano
45. All’Europa serve EuroVax, una Airbus dei vaccini
46. L’asse «strutturalista» italo-francese dà la giusta prospettiva all’UE
47. Draghi e i vaccini, è sovranità europea, non sovranismo
48. Diamo vita utile al Mes, finanzi EuroVax e Barda
49. Draghi tra europeismo e pragmatismo
50. Con gli Eurobond Draghi indica la strada giusta. Come fare presto
51. Sussidi sì, prestiti no. Così si depotenzia il Recovery
52. Rilanciare gli investimenti, il Recovery includa progetti italo-francesi
53. Sul Recovery Plan Draghi gioca una partita di più ampio respiro
54. Mesi cruciali, non possiamo permetterci un’Europa disordinata
55. La ricetta pericolosa di Wolfgang Schäuble
56. Dario Scannapieco, un «ufficiale di collegamento» per il Recovery
57. Con chi ce l’ha Wolfgang Schäuble
58. Primo test positivo. Perché insistere sulla via degli Eurobond
59. Italia interlocutore privilegiato
60. Le scelte di Draghi
61. L’UE del terzo decennio si sta imponendo su frugalisti e sovranisti
62. Il rischio «materie prime» sull’Europa
63. Materie prime, per l’Europa è un problema di dipendenza
64. Siamo vulnerabili sulle materie prime, mettere in campo l’euro
65. G20 e banche di sviluppo per non abbandonare l’Afghanistan
66. Una difesa comune. Perché nella Nato l’UE paga molto e pesa poco
67. Hera gestirà le prossime pandemie, Governo porti la sede in Italia
68. La Germania frenerà l’UE? Per evitarlo ampliare l’orizzonte d’azione
69. Il futuro d’Europa passa dagli Eurobond (ma guai a chiamarli così)
70. Quell’idea di Europa federata di Luigi Einaudi, tuttora attuale
Summary

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