PAOLO POMBENI

Che cosa resta del '68

L’eredità di quanto si manifestò nel ’68 non è nelle risposte e nelle proposte che allora furono elaborate. È davvero nella ripresa di quel grido, profetico al di là di quel che allora si percepiva: questo non è che l’inizio.

Il sistema scolastico, il lavoro, la cultura capitalista, la Chiesa, il ruolo della donna, la politica: come movimento di massa il Sessantotto intercettò i problemi innescati da un mondo che stava cambiando, e con la sua forte carica contestataria mise in discussione ogni singolo ambito della vita sociale. Se le risposte che diede furono spesso velleitarie o sbagliate, esso tuttavia registrò e accompagnò quella transizione di civiltà di dimensioni epocali che si sarebbe manifestata appieno più tardi e che oggi ci sfida prepotentemente.

Corrado Augias parla del libro nella sua rubrica "Racconti"

Paolo Pombeni, professore emerito presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Bologna, con il Mulino ha pubblicato tra l’altro «Il primo De Gasperi» (2007), «La ragione e la passione. Le forme della politica nell’Europa contemporanea» (2010), «Giuseppe Dossetti» (2013) e «La questione costituzionale in Italia» (2016).

Introduzione. 1968: la seconda rivoluzione degli intellettuali?
I. La crisi del sistema educativo
II. «E noi faremo come la Cina, i professori all'officina»
III. La fiera dei miti: dal capitalismo al consumismo
IV. La fine delle Chiese?
V. La questione di genere
VI. Dalle istituzioni al movimento: la rivoluzione politica?
VII. Dal mondo delle «comuni» al trionfo degli individui: senza merito né regole
VIII. Dal terzomondismo alla globalizzazione
IX. Non è stato che l'inizio?

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Formato:  Kindle , ePub
collana "Voci"
pp. 132, 978-88-15-27424-3
anno di pubblicazione 2018

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