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TOMMASO BRACCINI

Indagine sull'orco

Miti e storie del divoratore di bambini

«Bussarono alla porta, e una buona donna venne ad aprire. Gli chiese cosa volessero e Pollicino rispose che erano poveri bambini sperduti nella foresta: le chiedevano la carità di un posto dove dormire. La donna, vedendoli tutti così carini, si mise a piangere ed esclamò: “Ahimè, piccoli miei, dove siete venuti? Non sapete che questa è la casa di un orco che mangia i bambini?”»

Dal Medioevo, generazioni di bambini sono stati spaventati dall’orco, creatura immaginaria che rapiva i più piccoli per portarli nella sua tana e divorarli. Ne parlano Boccaccio, Ariosto, il «Pentamerone» di Basile e soprattutto la grande tradizione delle fiabe regionali. E ne parlano le celebri favole di Perrault, che hanno segnato la fortuna globale di questa figura, destinata a popolare tanto i mondi fantastici di Tolkien quanto i film d’animazione degli ultimi anni. Ma da dove viene l’orco? Al termine di una serrata esplorazione nei territori che stanno tra fiaba, folklore e letteratura, è Orcus che si svela: una vorace, rapace e inesorabile divinità romana degli inferi. Il divoratore di bambini, seppure spesso reinterpretato in chiave farsesca, conserva di quella sua origine infernale qualcosa di profondamente oscuro.

Tommaso Braccini insegna Filologia classica nell’Università di Torino. Ha pubblicato «Come ridevano gli antichi» (Il melangolo, 2008), «Il romanzo di Costantinopoli» (con S. Ronchey, Einaudi, 2010) e, per il Mulino, «Prima di Dracula. Archeologia del vampiro» (2011).

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Formato:  ePub , Kindle
collana "Intersezioni"
pp. 280, Brossura, 978-88-15-24650-9
anno di pubblicazione 2013

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