Copertina Rapporto Svimez 2013 sull'economia del Mezzogiorno

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collana "Pubblicazioni Svimez"
pp. 1024, Brossura, 978-88-15-24628-8
anno di pubblicazione 2013

SVIMEZ

Rapporto Svimez 2013 sull'economia del Mezzogiorno

La recessione che nel 2012 ha colpito l’economia italiana in misura più accentuata rispetto al resto d’Europa, dopo un biennio di leggera ripresa, si è manifestata in modo più intenso al Sud, che ormai da cinque anni consecutivi registra un tasso di crescita del PIL negativo. Un Mezzogiorno a rischio desertificazione industriale, dove calano ulteriormente i consumi e gli investimenti, il lavoro è diventato un miraggio e le famiglie povere, nel quinquennio 2008-2012, sono aumentate del 30%, 350 mila in più. Un’area sempre più spopolata; la prosecuzione della tendenza in atto fa prevedere che per il 2065 spariranno oltre quattro milioni di abitanti, di cui più della metà under 44. L’emergenza economica si intreccia con un’emergenza civile e sociale, in una spirale perversa occupazione-redditi-consumi, per fronteggiare la quale occorrono politiche di welfare in grado di compensare gli effetti della crisi, contrastando le disuguaglianze che ostacolano la ripresa della crescita. Il Rapporto SVIMEZ 2013 mette quest’anno in evidenza come la prevista ma insufficiente ripresa dell’economia europea affidata allo spontaneismo del mercato non basti ad affrontare questi squilibri strutturali ma richieda un progetto per l’Italia che incroci gli interessi e i bisogni del Sud con quelli dell’intero Paese. Per ripartire, occorre una strategia di sviluppo nazionale, volta ad un riposizionamento competitivo del Sistema Italia, e superare la logica ghettizzante che finora ha affidato alle sole politiche regionali la soluzione del divario meridionale. Nell’ambito di questa strategia occorrono politiche industriali attive immediate per consolidare l’esistente e favorire la penetrazione in settori nuovi in grado di creare nuove opportunità di lavoro. Più in generale, per aggredire oggi i nodi del declino italiano, occorre recuperare una logica di «sistema», una logica «industriale», non ridotta al solo mercato, perché molto in essa debbono contare gli investimenti a rendimenti differiti e la progettazione a lungo termine, mutuandola dalla migliore esperienza neomeridionalista degli anni ’50 e ’60. Il volume lancia alcune proposte per uscire dalla lunga fase di emergenza, prospettando azioni di breve periodo in funzione anticiclica funzionali e coerenti con una strategia di sviluppo di medio-lungo periodo. Rigenerazione urbana e ambientale, rilancio delle aree interne, energie rinnovabili, logistica e infrastrutture di trasporto e comunicazione sono i capisaldi di una politica attiva nella quale incardinare la ripresa di una strategia di politica industriale.

Indice del volume: PARTE PRIMA: GLI ANDAMENTI DEL 2012 E CENNI SUL 2013. - I. L’economia del Sud nella recessione italiana. - II. I settori. - III. La popolazione e le migrazioni. - IV. Forze di lavoro, occupazione e disoccupazione. - PARTE SECONDA: EMERGENZA SOCIALE E DIRITTI DI CITTADINANZA. - V. L’emergenza lavoro. - VI. Disuguaglianze, povertà, esclusione sociale. - VII. Il ritardo del Mezzogiorno in termini di benessere. - VIII. Per una politica di welfare innovativa. - IX. I condizionamenti della criminalità organizzata e i risultati delle politiche di contrasto. - PARTE TERZA: L’EVOLUZIONE DELLE POLITICHE E IL MEZZOGIORNO. - X. Le politiche per lo sviluppo e la crescita dell’Europa: il ruolo del Mezzogiorno. - XI. La finanza pubblica. - XII. Politiche industriali e politiche per il sostegno alla ricerca e all’innovazione. - XIII. Le politiche infrastrutturali. - XIV. Le politiche speciali per il Sud. - PARTE QUARTA: UNA «LOGICA INDUSTRIALE» PER LA RIPRESA DELLO SVILUPPO. - A) IL MEZZOGIORNO TRA RISCHIO DESERTIFICAZIONE INDUSTRIALE E OPPORTUNITÀ DI REINDUSTRIALIZZAZIONE. - XV. Evoluzione, caratteristiche e dimensioni dell’industria meridionale. - XVI. L’industria meridionale tra globalizzazione e crisi: il suo posizionamento all’estero. - XVII. Il credito e il finanziamento delle imprese. - B) I FATTORI DI SVILUPPO. - XVIII. La rigenerazione delle aree urbane. - XIX. Logistica e Mediterraneo. - XX. La difesa dell’ambiente e del territorio, il rilancio delle aree interne. - XXI. L’ambiente in uno sviluppo economico duale. - XXII. Casi di sviluppo e innovazione nelle filiere agroalimentari del Mezzogiorno. - XXIII. Lo sviluppo delle fonti energetiche. - Appendici.

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