ALBERTO VARVARO

Adultèri, delitti e filologia

Il caso della baronessa di Carini

Una storia di amore e morte si consuma nel 1563 in un paese vicino a Palermo: è il famoso caso della baronessa di Carini, narrato in un poemetto di tradizione popolare ma apparso a stampa solo alla fine dell'Ottocento, e molte volte ripreso, fino a Pasolini. La giovanissima baronessa cede al suo corteggiatore, è sorpresa e uccisa dal padre per lavare l'onore della famiglia. Solo dopo una durissima penitenza egli riuscirà ad ottenere il perdono divino. Così la poesia. La realtà risulta completamente diversa. Tutt'altro che irreprensibile, la baronessa aveva diversi figli, anche dall'amante. Il marito e il padre di lei facevano finta di non notare la tresca, di cui invece sapevano tutto. Il delitto fu premeditato e forse, più che di onore, fu questione di non pagare i debiti contratti con l'amante. Queste pagine ci restituiscono la vera storia del dramma di Carini, mostrando come il testo del 1870 e le riprese successive non siano altro che un falso, un'operazione di ricucitura di testi orali, a cui pure va riconosciuta una grande forza narrativa.

Alberto Varvaro è stato professore di Filologia romanza all'Università di Napoli Federico II ed è socio nazionale dell'Accademia dei Lincei. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo "La parola nel tempo" (1984), "Letterature romanze del Medioevo" (1985) e "Apparizioni fantastiche" (1994), tutti pubblicati dal Mulino.

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collana "Saggi"
pp. 176, 978-88-15-13947-4
anno di pubblicazione 2010

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