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SILVIA SALVATICI

Senza casa e senza paese

Profughi europei nel secondo dopoguerra

La fine del secondo conflitto mondiale lascia sullo scenario europeo, segnato dai lutti e dalle distruzioni, una moltitudine di persone che nel corso della guerra sono state deportate o hanno dovuto abbandonare il proprio paese. Nella sola Germania occidentale sono circa sette milioni. Frutto di un'approfondita ricerca originale, il volume riporta alla luce questa storia largamente dimenticata. L'autrice espone in primo luogo le politiche adottate dagli Alleati per risolvere la questione delle "displaced persons", dai primi piani di rimpatrio ai successivi programmi di emigrazione nei paesi occidentali. Ricostruisce poi la quotidianità dei campi di raccolta, attraverso le storie di uomini, donne e bambini che hanno alle spalle l'esperienza della deportazione o della fuga, vivono la precarietà del presente e devono confrontarsi con le incertezze del futuro. Nel concreto di quell'esperienza umanitaria trova origine l'approccio delle società contemporanee alla questione dei profughi e vengono poste le basi del regime internazionale per i rifugiati ancora oggi vigente.

Silvia Salvatici insegna Storia del mondo moderno e contemporaneo e Storia delle donne all'Università di Teramo. E' autrice di "Contadine dell'Italia fascista" (Rosenberg & Sellier, 2000); ha curato i volumi "The Archives of Memory" (con N. Losi e L. Passerini, UN, 2001), "Profughe" (numero monografico di "Genesis", 2004), "Confini" (Rubbettino, 2005), "Naufraghi della pace" (con G. Crainz e R. Pupo, Donzelli, 2008).

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a stampa € 25,00
collana "Biblioteca storica"
pp. 384, 978-88-15-12735-8
anno di pubblicazione 2009

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