GIOVANNI D'ALESSIO (a cura di)

L'amministrazione come professione

I dirigenti pubblici tra spoils system e servizio ai cittadini

L'Italia non potrà vincere le sfide del XXI secolo (dalla globalizzazione all'emergenza climatica, dai grandi flussi migratori all'impatto delle tecnologie digitali) senza amministrazioni pubbliche moderne, efficienti, altamente professionalizzate. Dunque senza una forte innovazione della cultura, dell'organizzazione, dei processi e dei prodotti delle sue amministrazioni. Nonostante isole di eccellenza, nel loro insieme esse sono ancora un handicap più che un motore della crescita del Paese. Per ciò la riforma dell'amministrazione, avviata negli anni Novanta, ma fermatasi poi in mezzo al guado, rappresenta una esigenza non eludibile. Tra gli snodi della riforma, cruciale è quello della dirigenza. La modernizzazione della pubblica amministrazione è destinata a restare una nobile aspirazione, e le leggi che l'hanno regolata sono destinate a finire nel cimitero delle riforme fallite, senza una dirigenza moderna e innovativa, competente e performante, dotata di elevate competenze manageriali e tecniche e di un forte senso dello Stato. Solo una dirigenza responsabile ed autonoma, selezionata sulla base delle competenze e delle attitudini manageriali, disposta ad accettare la sfida della valutazione e della qualità, premiata o punita sulla base dei risultati conseguiti, può realizzare la rivoluzione culturale e organizzativa necessaria per sradicare il vecchio apparato burocratico e costruire un'amministrazione moderna. Ma si deve sciogliere il nodo del suo rapporto con la politica, della distinzione tra compiti e responsabilità dei manager pubblici e poteri e responsabilità dei governanti, legittimati dal mandato popolare. Non lo fa lo spoils system, che privilegia la fedeltà politica rispetto alla competenza e alle performance. Come costruire una dirigenza autonoma dalla politica, ma responsabile dei risultati e dunque impegnata sul terreno della innovazione e della qualità dei servizi ai cittadini? La riforma degli anni Novanta aveva intuito il problema, ma non lo aveva risolto in modo appagante. Astrid ha riunito alcuni dei migliori studiosi italiani per riprendere quella intuizione e offrire soluzioni convincenti. Ne esce un progetto di riforma innovativo e coraggioso. E una sfida ai decisori politici: la riforma è possibile, se la politica ritrova il coraggio delle riforme.

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collana "Quaderni di Astrid"
pp. 248, Brossura, 978-88-15-12218-6
anno di pubblicazione 2008

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