Copertina Carlo Goldoni avvocato a Pisa (1744-1748)

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collana "Storia dell'avvocatura in Italia"
pp. 412, Brossura, 978-88-15-12111-0
anno di pubblicazione 2010

GIANCARLO DE FECONDO, MARIA AUGUSTA MORELLI TIMPANARO (a cura di)

Carlo Goldoni avvocato a Pisa (1744-1748)

Orgogliosamente, si firmava "Avvocato": Carlo Goldoni "Avvocato Veneto" è la qualifica che dà di sé nei frontespizi delle edizioni maggiori delle sue commedie. E ora questo volume ci consente di conoscere quell'"Avvocato". Fra l'autunno del 1744 e la Pasqua del 1748, Carlo Goldoni soggiornò a Pisa, e vi esercitò la professione forense: a distanza di oltre due secoli e mezzo - grazie ai felici esiti della sapiente, appassionata indagine di due studiosi ed esperti archivisti - l'Archivio di Stato della città toscana ha restituito i fascicoli e gli atti delle controversie civili in cui egli prestò il suo patrocinio. Carte magistralmente interpretate dai due ricercatori, che ci offrono un capitolo inedito e per nulla secondario della biografia di Goldoni e un vivissimo quadro della società pisana di quegli anni: vi si muovono nobili, mercanti, contadini, ecclesiastici, comuni popolani. Da quelle carte emerge che Carlo Goldoni, piuttosto che un principe del foro o un sottile giurista, fu un avvocato attento - come si legge nell'Introduzione di Umberto Santarelli - "alla puntualissima ricostruzione dei fatti e alla loro esposizione messa magistralmente al servizio delle aspettative delle parti in causa"; un avvocato "fattista": "che aveva avuto in dono un'altra arte ma all'occorrenza seppe genialmente trapiantarla e metterla a frutto in un terreno per lui quasi del tutto nuovo e all'apparenza tanto diverso da quello in cui fu grande". Goldoni seppe rendere il suo servizio alla giustizia; e forse la giustizia servì alla sua arte: perché forse qualcosa devono, gli spumeggianti dialoghi del commediografo così come la sua bonomia di fronte alle pecche umane, alle dispute, alle vicende, ai personaggi che egli incontrò nel foro.

Giancarlo De Fecondo è archivista presso l'Archivio di Stato di Pisa. Si occupa di storia delle istituzioni in Toscana tra Sei e Ottocento, e ha pubblicato studi e saggi sulla "Rassegna degli Archivi di Stato" e su "La Rassegna della letteratura italiana". Maria Augusta Morelli Timpanaro - già Direttore dell'Archivio di Stato di Firenze, dell'Archivio di Stato di Pisa, della Soprintendenza archivistica per la Toscana, e Ispettore centrale per gli Archivi - è studiosa di storia della Toscana nel XVII e XVIII secolo. Nella sua ricchissima bibliografia si segnalano, fra i più recenti, "Autori, stampatori, librai. Per una storia dell'editoria in Firenze nel secolo XVIII" (Olschki, 1999); "Tommaso Crudeli. Poppi 1702-1745. Contributo per uno studio sulla inquisizione a Firenze nella prima metà del XVIII secolo" (Olschki, 2003).

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