JEFFREY C. ALEXANDER

La costruzione del male

Dall'Olocausto all'11 settembre

Perché l'orrore non cessa di abitare il mondo? Perché la ferocia degli uomini ci appare inesauribile? Perché mentre si conclude una guerra un'altra comincia? La risposta a tali interrogativi è data spesso in termini di bene e male. Per dimostrare che la battaglia contro il terrorismo è necessaria e razionale, ad esempio, si ricorre a potentissime "retoriche" basate sulla contrapposizione tra buono e malvagio, amico e nemico, orgoglio e vergogna, civiltà e barbarie. Queste narrazioni sono altrettante strutture culturali. Da episodio storico che era, lo sterminio nazista degli ebrei è stato culturalmente ridefinito come Olocausto, diventando un simbolo universale della sofferenza umana e della corruzione morale. Analogamente, l'11 settembre e la reazione che ha scatenato possono essere letti come iterazione di una dialettica culturale secolare tra Occidente e Islam. Di tali strutture culturali, tuttavia, spesso non siamo consapevoli. Mostrando come si traducono in concrete azioni e istituzioni, Alexander si propone qui di portare alla luce queste poderose quanto invisibili forze simboliche, emotive, morali: imparando a controllarle, a comprendere i meccanismi reali della degradazione e della violenza, potremo attrezzarci per disinnescarli e far sì che la speranza incida in modo più tangibile nel mondo.

Jeffrey C. Alexander è professore di Sociologia nella Yale University, dove è anche co-direttore del Center for Cultural Sociology. Tra le sue opere tradotte ricordiamo "Teoria sociologica e mutamento sociale" (Angeli, 1990).

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collana "Intersezioni"
pp. 248, Brossura, 978-88-15-10895-1
anno di pubblicazione 2006

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