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Copertina Il protocollo segreto

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collana "Biblioteca storica"
pp. 280, Brossura, 978-88-15-29996-3
anno di pubblicazione 2022

ANTONELLA SALOMONI

Il protocollo segreto

Il patto Molotov-Ribbentrop e la falsificazione della storia

Il 21 agosto 1939, qualche minuto prima di mezzanotte (ora tedesca), la radio di Berlino interruppe un programma musicale per diffondere il seguente comunicato del Deutsches Nachrichtenbüro: «Il governo del Reich e il governo sovietico hanno stretto un accordo per stringere un patto di non aggressione. Il ministro degli Esteri arriverà mercoledì 23 agosto a Mosca per la conclusione dei negoziati». […] L’annuncio produsse clamore: «Una bomba è scoppiata ieri sera, verso le 23.00, a Berlino» – scrisse l’ambasciatore francese in Germania Robert Coulondre al ministro Bonnet.

Il 23 agosto 1939, la Germania e l’Unione Sovietica stringono un patto di non aggressione conosciuto come Molotov-Ribbentrop, che suscita scalpore internazionale, e firmano un «protocollo aggiuntivo» segreto sulla spartizione dell’Europa orientale. Evocato durante il processo di Norimberga e pubblicato negli Stati Uniti in base a copie non certificate, il protocollo scatenò una controversia che prese nome dall’opuscolo I falsificatori della storia. Da quel momento le interpretazioni in Occidente e in Urss si sono divaricate: per il campo occidentale il protocollo era «vero»; per quello sovietico era «falso». Il ritrovamento, nel 1992, del «plico» che lo conteneva, invece di ricongiungere la storiografia russa a quella occidentale, ha dato inizio ad un processo di restaurazione delle tesi dei Falsificatori della storia che arriva, con Putin, fino ai nostri giorni.

Antonella Salomoni insegna Storia contemporanea nell’Università della Calabria e Storia della shoah e dei genocidi nell’Università di Bologna. Con il Mulino ha pubblicato «Il pane quotidiano. Ideologia e congiuntura nella Russia sovietica» (2001), «L’Unione Sovietica e la shoah» (2007; trad. in francese e spagnolo) e «Le ceneri di Babij Jar. L’eccidio degli ebrei di Kiev» (2019).

I. Il patto
1. Definire le «sfere d’influenza»
2. «Un punto di svolta nella storia dell’Europa»
3. L’«operazione speciale» in Polonia
4. Comunicati, percezioni, voci, dicerie
5. Un falso verosimile
II. Il segreto di Stato
1. Archivi-trofeo
2. Strategie processuali a Norimberga
3. L’affidavit Gaus e l’effetto-sorpresa
4. Originali e copie
5. Contenuto e forma
III. Il paradigma della «falsificazione»
1. Le relazioni sovietico-tedesche e la Guerra fredda
2. Un libro e un modello: I falsificatori della storia (1948)
3. Forme, applicazioni, trasposizioni del modello
4. Pratiche di contenimento
5. Archivio e conservazione: la busta segreta «N. 34»
6. Omissione, acquiescenza o impotenza?
IV. Democrazia, trasparenza, verità
1. Contro il segreto di Stato e contro l’antistoricismo
2. La Commissione sovietico-polacca (1987-1990) e l’effetto Katyń
3. Fermenti baltici: «una bomba a orologeria»
4. Un problema di datazione o di riconoscimento?
V. Disvelamento
1. «Dire la verità»
2. Dichiarazioni di sovranità e supremazia della legge nazionale
3. Le Tesi della Commissione bilaterale sovietico-polacca
4. Un «groviglio di emozioni»
5. La Commissione Jakovlev
6. Il secondo Congresso dei deputati del popolo
7. Il ritrovamento
Conclusione
Un atto di restaurazione
1. Monaco e Mosca
2. Hitler e Stalin
3. Il patto e i protocolli
4. La conservazione della memoria storica
Note
Indice dei nomi

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