CLOTILDE BERTONI

Romanzo di uno scandalo

La Banca Romana tra finzione e realtà

Scoppiato alla fine del 1892, il caso politico-finanziario della Banca Romana resta uno dei più memorabili scandali istituzionali di tutti i tempi. Portò a galla le magagne di un’intera classe dirigente, minacciò di travolgere personaggi del calibro di Crispi e Giolitti, culminò in un processo oscillante tra il melodramma e la farsa, concluso da un verdetto surreale. D’altra parte, fu denunciato da una minoranza parlamentare agguerrita, mobilitò l’opinione pubblica, mise in luce non solo le debolezze ma anche le risorse della democrazia rappresentativa. Zeppo di figure pittoresche, coincidenze spiazzanti e misteri irrisolti, attirò l’interesse sia di autori come Zola e Pirandello sia di scrittori e giornalisti ormai dimenticati, alimentando una consistente ed eterogenea produzione narrativa. Questo libro inquadra il contesto europeo in cui la vicenda si situa, ne ricostruisce il corso attingendo a fonti d’epoca, e propone un’analisi delle principali opere a essa ispirate, da quelle contigue ai fatti fino ad alcune rievocazioni dei giorni nostri.

Clotilde Bertoni insegna Teoria della Letteratura all’Università di Palermo. Tra i suoi libri ricordiamo «Percorsi europei dell’eroicomico» (Nistri-Lischi, 1997) e «Letteratura e giornalismo» (Carocci, 2009). Ha curato l’edizione di Italo Svevo, «Racconti e scritti autobiografici» (Meridiani Mondadori, 2004) e, per il Mulino, l’edizione del «Carteggio Croce-Ricci» (2009).

Introduzione
Fonti e abbreviazioni
PARTE PRIMA: la fine di un secolo e le sue narrazioni
I. Un'epoca di crisi
1. «Il dispotismo della maggioranza»
2. «Qualcosa di grossolano» impossibile da ignorare: letteratura e politica
3. Due scandali alla prova del romanzo: Il secolo che muore e Corruttela
II. «Il vecchio mondo sprofonderà nel fango». Lo scandalo del Panama
1. «Più bello di uno Shakespeare»: gli eventi
2. «La piaga orrenda»: le rappresentazioni
PARTE SECONDA: «grande ladreria governativa» e ultima battaglia del risorgimento: la storia della banca romana
III. «La verità, null'altro che la verità». Il prologo
1. «La febbre dei subiti guadagni»: Roma capitale
2. «Anziché giovare al credito, nuocerebbe»: un'ispezione insabbiata
3. «Ministero d'impiegati»: Giolitti al governo
4. «Roma potrebbe avere il suo Panamino»: l'esplosione dello scandalo
IV. «Se io precipito giù casco in buona compagnia! ». L'allargamento della storia
1. «Dalle inferriate del carcere cinque secoli ci guardano»: scandali paralleli
2. «Ciò che vuole tutto il paese»: avvio dell’istruttoria, agitazione a Montecitorio
3. «L'hanno assassinato!»: il caso De Zerbi
4. «Gl'indelicati che disonorano il Parlamento»: l'apertura dell'inchiesta
5. Un uomo dal «pugno di ferro», un «Girella della politica», uno «scrivano straordinario»: personaggi da romanzo
V. «Ministero Chauvet!». Crisi e caduta del governo Giolitti
1. «A spese della nazione»: la nuova legge bancaria
2. «Ignari delle sue mire occulte»: un'istruttoria compiacente
3. «Più si discute e più si perdona»: la Commissione dei Sette
4. «L'Italia attraversa un periodo difficile del suo risorgimento»: la chiusura dell'inchiesta
VI. «L'illusione crispina salverà molte cose». Un nuovo governo
1. «L'opera di reazione che in nome vostro trionfa in Sicilia»: la repressione dei Fasci
2. «Lasciate che io me lo figuri sempre giovane di venti anni»: l'addio a Nicotera
VII. «Non possiamo acchiappare i bricconi principali ». Il tempo del processo
1. «Io dico e dirò sempre la verità»?: un processo ufficiale e uno surrettizio
2. «Mi hanno dilapidato!»: dal melodramma alla farsa
3. «Bernardo sei salvo!»: l'«orripilante verdetto»
VIII. «Le questioni morali non si possono soffocare»? La conclusione
1. «Un plico tira l'altro»: la contromossa di Giolitti
2. «L'autoelettosi dittatore Crispi»: la chiusura delle Camere
3. «La negazione del Parlamento»: l'insabbiamento definitivo
IX. «Ma che cosa fa il popolo?». Gli echi finali
1. «Noi siamo stanchi di tutto ciò»: riflessioni e lagnanze
2. «Consacrandosi alla politica, sposò la povertà»: l'epilogo
PARTE TERZA: «che quadro, che romanzo»: la banca romana nella fiction
X. «Ingombra delle rovine della crisi edilizia e bancaria». Gli sguardi a caldo
1. «Il denaro gran forza motrice»: da Chelli a Castelnuovo
2. «La mania di imitazione ci perde»: L'onorevole di Bizzoni
XI. «Emilio Zola apre nuovi orizzonti». Uno sguardo d'eccezione
1. «Credo che a Roma ci sia stato un Panama»: un innocente all'estero
2. «Fatta la patria, andate a entusiasmarvi per riorganizzarne le finanze!»: la Rome di Zola
XII. «Campo aperto per gli imbroglioni e per i ciarlatani». Deplorazioni di fine secolo
1. «A Emilio Zola, maestro»: romanzi epigonali
2. «Quella del piede destro si consegnava il sabato»: romanzi-documento
XIII. «Guai a chi si stanca». Un'altra prospettiva
1. «Una tribuna per farsi udire al di fuori»: Le ostriche di Del Balzo
2. «La potenza morale degli uomini popolari»: I corsari della breccia di Colacito
XIV. «Il dramma della mia generazione». I vecchi e i giovani
1. Un libro spiazzante
2. «Quella torbida fetida alluvione di melma»: un repertorio sfruttato
3. «Tanti altri lui spietati»: un repertorio scomposto
4. «Quel deputato siciliano»: il punto di vista dimenticato
XV. «Ai tempi della Banca Romana». Le ultime evocazioni
1. «Il vecchio miserando che aveva amato la patria»: la mitizzazione di Crispi
2. «Vent'anni di pandemonio politico»: strascichi e declino del romanzo parlamentare
XVI. «Nel nostro Caso restiamo nella cronaca». Politica e scandali nel secondo Novecento
1. «In via politica non posso porgere un dito»: nuove visioni
2. «Sua eccellenza aveva preso tutto il denaro che aveva potuto prendere»: la Banca Romana ancora in scena
Indice dei nomi

Acquista:

prezzo di copertina € 29,00
a stampa € 24,65
e-book € 19,99
Formato:  ePub , Kindle
collana "Saggi"
pp. 384, 978-88-15-27434-2
anno di pubblicazione 2018

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