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Copertina La giustificazione sociale dell'imposta

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collana "Percorsi"
pp. 776, Brossura, 978-88-15-25346-0
anno di pubblicazione 2014

DARIO STEVANATO

La giustificazione sociale dell'imposta

Tributi e determinabilità della ricchezza tra diritto e politica

Le imposte, al di là di collaterali effetti redistributivi, servono a finanziare le spese pubbliche: osservazione ovvia, almeno in apparenza, meno scontato è invece come debbano essere ripartiti i relativi oneri sulla collettività. I moderni sistemi tributari guardano alle ricchezze dei privati, e si fondano sulle loro «capacità» di contribuire ai carichi pubblici. Occorre quindi «pesare» socialmente i diritti proprietari dei singoli, al fine di modulare l’imposizione secondo efficienza ed equità. L’esenzione del «minimo vitale», la discriminazione qualitativa dei redditi «non guadagnati», la progressività dell’imposta, la selezione delle manifestazioni di capacità economica più idonee al prelievo – patrimoni, redditi, consumi, o altro ancora – sono opzioni accomunate da un unico filo conduttore: la misurazione e l’apprezzamento ai fini sociali dei redditi e dei patrimoni individuali, nella prospettiva della tassazione. A questi temi si riallaccia anche il mito della «redistribuzione», dell’utilizzo dell’imposta in chiave compensatoria, quale fattore correttivo delle disuguaglianze: per alcuni funzione indefettibile e centrale dello strumento tributario, in realtà semplice effetto combinato di prelievo fiscale e spesa pubblica, o tutt’al più contingente indirizzo di politica legislativa.

Dario Stevanato è professore ordinario di diritto tributario all’Università di Trieste e avvocato cassazionista.

Introduzione
I. Il concorso del singolo alle spese del gruppo sociale, tra capacità di contribuire e interesse ai servizi pubblici
II. La copertura dei budget di spesa attraverso l'imposta: il problema del «riparto»
III. Capacità di contribuire alle spese pubbliche e ability to pay: il fondamento «patrimoniale» della tassazione
IV. La tutela dei bisognosi, tra esenzione fiscale del «minimo vitale» e spesa pubblica socio-assistenziale
V. Sopportabilità del prelievo, vincoli di politica economica e limiti costituzionali all'imposizione
VI. L'utilizzo extrafiscale dell'imposta e la retorica della redistribuzione
VII. Diritti, privilegi sociali e politiche redistributive: l'inconcepibile tassazione dei «vantaggi» non patrimoniali, delle «capacità sociali» e delle «potenzialità di guadagno»
VIII. Imposizione progressiva e valutazione ai fini sociali delle ricchezze private
IX. L'opzione per la progressività nella Costituzione italiana
X. Discriminazione dei redditi e tassazione dei patrimoni
XI. La tassazione dei profitti scietari tra «realizzo» e «distribuzione»
Bibliografia
Indice particolareggiato

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