Copertina La Repubblica dei media

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a stampa € 15,00
collana "Contemporanea"
pp. 172, Brossura, 978-88-15-13964-1
anno di pubblicazione 2010

CARLO A. MARLETTI

La Repubblica dei media

L'Italia dal politichese alla politica iperreale

Perché, se la televisione è così potente, Berlusconi si è premurato di avere dei giornali che lo fiancheggino, e mostra di sapersene servire contro i suoi avversari? E perché Massimo D'Alema dice di preferire la televisione, con cui si parla a tutti, mentre la sua influenza sugli affari politici è dovuta soprattutto a messaggi in chiave affidati ai giornali, di cui pochi possono cogliere pienamente le implicazioni? Dal 18 aprile 1948 ad oggi spettacolarizzazione della politica e messaggi in politichese rappresentano le due facce della democrazia in Italia, dando luogo a fasi alterne e a volte combinandosi tra loro. Nella Repubblica dei partiti i "messaggi di fumo" di Aldo Moro e il suo lessico fatto di "convergenze parallele" e "strategie dell'attenzione" risultavano funzionali per evitare tensioni politiche e sociali. Negli anni Ottanta al pubblico di massa, passivo e indifferenziato, si sostituì un'audience segmentata e mobile. Ciò ha aperto la strada alla politica pop e a Berlusconi, che servendosi degli effetti di iperrealtà generati dai media si accaparra il consenso con annunci clamorosi e promesse ottimistiche spesso non mantenute. Ma con la crisi economica il pendolo torna ad oscillare. Dalla Repubblica dei media si tornerà indietro alla Repubblica dei partiti e ai suoi rituali?

Carlo A. Marletti è professore emerito dell'Università di Torino. Allievo di Filippo Barbano e di Norberto Bobbio, è stato fra i primi in Italia ad occuparsi di comunicazione politica. E' autore di numerosi saggi, da "Media e politica" (Angeli, 1984) a "Televisione e Islam" (Nuova Eri-Rai, 1995), a "Razionalità e valori" (Laterza, 2006).

Presentazione
I. Si fa presto a dire media. Usi spettacolari e usi autoreferenziali dei grandi e piccoli mezzi di comunicazione
II. Il primo evento della politica-spettacolo in Italia? Le elezioni del 18 aprile 1948
III. Perché nel 1958 le elezioni furono così poco spettacolari? Le «boiseries» del «Gioele Solari» e una ricerca sui giornali
IV. Millecinquecento lettori. Messaggi di fumo e scandalismo nella Prima Repubblica
V. Pannella imbavagliato e il referendum sul divorzio. La televisione non sempre basta per vincere
VI. Media e terrorismo. La capacità mostrata dalla Prima Repubblica di reggere alla prova degli anni di piombo
VII. La mano invisibile dei media. Espansione del mercato pubblicitario, spettacolarizzazione diffusa e modernizzazione incompleta
VIII. La personalizzazione della politica negli anni '80. Le esternazioni di Pertini, l'effetto Craxi e i funerali di Berlinguer
IX. Tangentopoli. La rottura della «spirale del silenzio» e il passaggio alla Seconda Repubblica
X. Quanti voti sposta la televisione? Le elezioni del 1994, il dibattito sul potere dei media e la discesa in campo di Berlusconi
XI. Il divario crescente tra comunicare e governare. Il clima di iperrealtà generato dai media e gli effettiannuncio di Berlusconi
XII. Staccare la spina? La mediatizzazione delle democrazie e il problema delle etiche pubbliche
Riferimenti bibliografici
Indice dei nomi

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