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collana "Percorsi"
pp. 1152, Brossura, 978-88-15-11580-5
anno di pubblicazione 2007

RICCARDO CAMPA

Ontem

L'elegia del Brasile

Sebbene la tradizione accrediti a Jean Cousin, capitano marittimo di Dieppe, la scoperta del Brasile nel 1488, è il portoghese Alvarez Cabral che, il 25 aprile 1500, raggiunge la baia di Porto Seguro e successivamente si addentra in quella che denomina Terra de S. Cruz. La visione elegiaca di un paese dalle dimensioni continentali si coniuga con la congestione istituzionale, preludio della disamina positivistica e liberale, che dall'Europa si espande nell'area americana, nell'intento di coinvolgerla ai sommovimenti ideologici del cosiddetto secolo breve. Il processo di trasformazione dell'economia agro-pecuaria nell'economia industriale si esplica con una serie di accorgimenti strutturali, che conferiscono un particolare rilievo alla configurazione plurietnica e monolinguistica del paese. Il Brasile, responsabile peraltro delle sorti ecologiche del pianeta, affronta le sfide della modernità idealmente armonizzando l'Africa, l'Europa e l'Oriente.

Riccardo Campa insegna Storia della filosofia nell'Università per Stranieri di Siena. Con il Mulino ha già pubblicato: «L'esilio. Saggi di letteratura latino-americana» (2000); «Dismisura. Immagini d'America» (2003); «Le vestigia di Orfeo. Meditazioni in penombra con Jorge Luís Borges» (2003); «Borìs Leonidovic Pasternàk: l'idillio e la rivoluzione» (2004), «Jorge Luís Borges. L'ombra etimologia del mondo» (2004), e «Della comprensione. Compendio di mitografia contemporanea» (2005).

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