ERVING GOFFMAN

Espressione e identità

Gioco, ruoli, teatralità

Quando non ci si prende troppo sul serio, è la volta che si è seri davvero.

Richiamandosi ai fondamentali studi di Johan Huizinga sulla natura e sul significato del gioco, Goffman considera qui struttura e dinamica di questa ed altre interazioni quotidiane, così come il loro ancoraggio nelle regioni profonde dell'essere umano. E' tale ancoraggio a spiegare la capacità che hanno il gioco e gli altri momenti ludici della vita quotidiana di costruire universi limpidi, leggibili ed anche esaltanti, che sfuggono all'oppressione delle leggi di una società fredda e burocratizzata. Il gioco si appropria degli anfratti di realtà lasciati ingovernati dalla pervasiva organizzazione della vita sociale, diventando una sorta di terra di nessuno in cui si può prendere distanza dai ruoli abituali, talvolta imposti, e in cui si può esprimere la propria identità, soprattutto quella a più diretto contatto con le emozioni. Riproporre oggi al pubblico italiano questo piccolo classico significa anche rinnovare l'attenzione verso un autore che, per aver così finemente esplorato l'"assurda commedia della vita quotidiana", fu definito da Marshall Berman "un Kafka del nostro tempo".

Erving Goffman , nato nel 1922, è scomparso nel 1982. I suoi studi hanno "scoperto" fenomeni sociologici in precedenza ignorati. Tra le sue numerose opere il Mulino ha pubblicato "Modelli di interazione" (1978), "La vita quotidiana come rappresentazione" (1986), "Forme del parlare" (1987), "Il rituale dell'interazione" (1988), "L'interazione strategica" (1988).

Introduzione, di Paolo Maranini
Prefazione
1. Divertimento e gioco
2. Distanza dal ruolo

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non disponibile
collana "Intersezioni"
pp. 176, 978-88-15-09079-9
anno di pubblicazione 2003

Leggi anche

copertina La vita quotidiana come rappresentazione
copertina Il rituale dell'interazione
copertina Forme del parlare
copertina La realtà come costruzione sociale