il Mulino

Copertina Piccola storia del diavolo

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collana "Intersezioni"
pp. 136, 978-88-15-07336-5
anno di pubblicazione 2000

GEORGES MINOIS

Piccola storia del diavolo

Il delizioso seguito della "Piccola storia dell'inferno".

Senza diavolo non c' dio (e viceversa, naturalmente): sono una coppia inseparabile. Anche se ad alcuni questa affermazione pu apparire blasfema, evidente che l'"invenzione" del diavolo un tentativo, tragicamente umano, di trovare una spiegazione logica al problema del male: spiegazione mitica per gli increduli, reale per i credenti. La differenza non poi cos grande, un mito pu risultare autonomo ed efficace quanto una persona reale. Georges Minois, ritorna con un nuovo libro, dedicato al signore delle tenebre, di cui si raccontano storie, peripezie e metamorfosi dai tempi biblici ai giorni nostri. "Allegro, ma non troppo", per citare Carlo M. Cipolla. Nel suo excursus storico Minois si concentra soprattutto sulle religioni monoteistiche. In particolare nel cristianesimo che il diavolo, in quanto personificazione e autore del male, acquista la sua fisionomia pi vera, al punto che c' sempre la tentazione di un dualismo manicheo. Dopo la "golden age" medievale, il diavolo per si laicizza e attrae gli intellettuali, che ne fanno un mito letterario. Acquista le sembianze di Mefistofele, assume la fierezza del Lucifero di Milton, diventa il Woland del "Maestro e Margherita". In tempi recenti, bench conciato piuttosto male dai teologi, il maligno rinasce a nuova vita grazie agli psicoanalisti e ai prodigi del circuito commerciale e mediatico: da Nosferatu al piccolo diavolo di Benigni. Cos, paradossalmente, svuotato di ogni contenuto oggettivo, il diavolo pu assumere tutte le forme dell'immaginario ed assicurarsi l'immortalit, oggi pi che mai maestro di illusione, di apparenza e di menzogna.

Georges Minois, storico, ha pubblicato diverse opere di storia sociale e religiosa, tra cui, uscite da Fayard "Histoire des enfers" (1994, tradotto dal Mulino nel 1995), "Histoire du suicide" (1995), "Histoire de l'athisme" (1998).

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