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Sono poche le riviste di
cultura che possono vantare un periodo ininterrotto
di attività pari
a quello del Mulino. Dal 1951 a oggi diversi cambiamenti,
di periodicità e di formato, hanno segnato la rivista, per
tenere conto del mutare della società, della politica, della
cultura. Sempre identica è, invece, l'impostazione di fondo:
democratica e laica, pur attenta e sensibile al mondo delle
fedi e delle religioni. Così come il rigore e lo spirito critico
o l'attenzione ai problemi della società italiana e del mondo.
Dallo scorso anno, "il Mulino" adotta un nuovo formato,
con una pagina più grande e una grafica che le dona maggiore
leggibilità. Anche il taglio editoriale è più agile
e movimentato di un tempo, con più rubriche, aperto anche
a interventi in punta di penna e ai temi dell'attualità,
ma sempre con l'ottica tipica dell'analisi di lungo periodo. Fra
le rubriche si segnalano «il confronto» (che nel 2009
ha visto dialogare, tra gli altri, Giuliano Amato e Ernesto Galli
della Loggia sull'Europa, Gianfranco Fini e Piero Ignazi sulla
destra italiana), «stampa e regime» (con contributi
sui telegiornali italiani, la politica, la lottizzazione, sulla
pubblicità e il suo ruolo nei media, sulla scarsa capacità critica
del giornalismo odierno), «l'anno scorso a Marienbad» (con
articoli, tra gli altri, di Edmondo Berselli, Carlo Rossetti, Massimiliano
Panarari, Anna Cento Bull).
Tra le novità di maggior
rilievo si segnala il sito
web della
rivista, dedicato a interventi brevi e in presa reale sugli
avvenimenti del mondo e aperto alla discussione di temi trattati
nella rivista cartacea. L'aggiornamento costante permette
una maggiore copertura dell'attualità, nazionale
e internazionale, e apre la rivista all'interazione diretta
con i lettori. Sul web, inoltre, è sempre possibile
consultare l'indice completo dei fascicoli pubblicati.
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