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Sono poche le riviste di
cultura che possono vantare un periodo ininterrotto
di attività pari
a quello del Mulino, che con il 2009 entra nel suo
cinquantottesimo anno di vita. Dal 1951 a oggi diversi cambiamenti,
di impostazione e di formato, hanno segnato la rivista, dovendosi
via via adeguare al mutare degli oggetti dell’indagine,
i cui strumenti, al contrario, non sono mai cambiati significativamente.
Il rigore, l’approfondimento, la cura nella presentazione,
sono infatti da sempre le caratteristiche con cui il Mulino
offre in modo realmente riformista e mai adagiato sull’esistente
le proprie analisi della realtà politica e sociale,
italiana e non solo.
Con il 2009 la rivista si presenta ai propri lettori con alcuni importanti
cambiamenti. Nel formato e nella grafica innanzitutto, quasi a indicare
da subito il salto di prospettiva rispetto al Mulino pubblicato negli ultimi
quindici anni. Dunque una pagina più grande, con un’impostazione
che le dona maggiore leggibilità. Ma i cambiamenti riguardano anche il
formato editoriale: più agile e movimentato, con più rubriche,
aperto anche a interventi in punta di penna e ai temi dell’attualità,
ma sempre con l’ottica tipica dell’analisi di lungo periodo.
Ai consueti saggi di approfondimento si affiancheranno così rubriche snelle
che ospiteranno articoli brevi e rapide incursioni nel dibattito corrente, che
affronteranno, a fianco delle tematiche più prettamente politiche e sociali,
anche quelle culturali nel senso più ampio del termine (e dunque la letteratura,
la musica, l’arte, il cinema). Non mancherà poi un’attenzione
particolare ai principali oggetti del dibattito scientifico.
| Tra le novità di maggior rilievo
si segnala, infine, la creazione di un sito
web della rivista dedicato a interventi brevi
e in presa reale sugli avvenimenti del mondo, oltre che alla
discussione di temi trattati nella rivista cartacea allo
scopo di dare spazio all’interazione diretta con i
lettori. |
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