Si può parlare di "storia della responsabilità
sociale", visti i recenti percorsi delle politiche imprenditoriali
italiane? Certo, allo stato attuale degli studi il filo rosso che unisce talune
esperienze e le fa diventare storia non è ancora del tutto dipanato: ma nella
cooperazione bolognese vi sono imprese che hanno sviluppato e attuato politiche
strategiche fondate su convinzioni etiche profondamente radicate. Questo volume
ne ripercorre il cammino, dimostrando come la volontà di creare e mantenere nel
tempo un rapporto coeso tra soci, impresa cooperativa e territorio possa
rendere un'impresa fortemente competitiva, pur nel rispetto dei fondamenti
etici che costituiscono il cuore antico della cooperazione. Le storie qui
raccolte mostrano che esiste una civiltà della socialità sulla quale è
possibile costruire un'etica imprenditoriale, a patto di avere ben chiaro che
si tratta "solo" di un punto di partenza.
Vittorio Capecchi
insegna Sociologia del lavoro e Sociologia economica nell'Università di
Bologna, dove dirige anche il Master "Tecnologie per la qualità della
vita". Tra le sue più recenti pubblicazioni ricordiamo "La
responsabilità sociale dell'impresa" (Carocci, 2005). Di prossima
pubblicazione, "Per una Europa policentrica. Come salvare l'innovazione
dal neoliberismo" (con Andrea Gallina) e "Reti neurali artificiali.
La difficile arte della previsione" (con Massimo Buscema). Doriana Ballotti, da sempre impegnata
nella cooperazione, coordina le attività di Responsabilità sociale all'interno
di Legacoop Bologna. Ha recentemente pubblicato il saggio "Verso un
bilancio sociale territoriale", in M. Molteni, S. Bertolini e M. Pedrini,
"Il mestiere di CSR Manager. Politiche di responsabilità sociale nelle
imprese italiane" (Il Sole 24 Ore, 2007).