Per le discipline umanistiche le riviste accademiche sono state
a lungo, e in qualche misura rimangono ancora oggi, l'equivalente di ciò che i
laboratori sono per i fisici, i chimici, i biologi. Nate all'indomani
dell'Unità, nello stesso periodo in cui le facoltà scientifiche cominciavano a
dotarsi di laboratori, sul modello delle maggiori università d'oltralpe, le
riviste furono il luogo nel quale i giovani studiosi facevano le loro prime
prove, esponendo e discutendo i risultati del proprio lavoro. Di questo
rapporto il mondo accademico torinese offre un esempio particolarmente
significativo, poiché proprio a Torino nacquero, negli ultimi decenni
dell'Ottocento, i principali periodici di carattere storico o filologico o
storico-letterario, espressione di una cultura "nazionale" in cerca
della propria identità. Ed esso rappresenta anche un osservatorio privilegiato
per seguire lo sviluppo di queste riviste nel corso del Novecento, da centro di
aggregazione degli studiosi delle singole aree disciplinari a espressione non
più dell'insieme del mondo universitario, ma piuttosto di singole università, e
quindi di "scuole" in competizione tra loro sul "mercato"
accademico, cosicché l'appartenenza a una scuola trovava un segno di
riconoscimento nel fatto di collaborare stabilmente a una determinata rivista.
I saggi raccolti nel volume - di cui sono autori Edoardo Tortarolo, Massimo
Ferrari, Mario Dogliani, Roberto Marchionatti, Paolo Ceri, Fabrizio A.
Pennacchietti, Enrico V. Maltese, Enrico Mattioda - e le considerazioni
conclusive di Giuseppe Ricuperati delineano questo processo e le
caratteristiche specifiche che esso ha assunto nei diversi settori della
ricerca umanistica, sullo sfondo della trasformazione della cultura e
dell'università italiana nel corso del Novecento.
Maria Filippi si è
occupata di alcuni aspetti di psicologia sperimentale tra Otto e Novecento
pubblicando diversi contributi su riviste. Nel 2005 ha curato "L'Archivio
torinese della Società italiana di tanatologia" (Accademia di Medicina di
Torino). Attualmente segue le pubblicazioni dell'Accademia delle Scienze di
Torino e collabora con la Utet.