J.L. RHI-SAUSI, G. VACCA (a cura di)

Perché l'Europa?

Rapporto 2007 sull'integrazione europea


Collana "Annuario fondazione istituto Gramsci / Cespi"


pp. 288, € 21,00
978-88-15-11907-0
anno di pubblicazione 2007

Copertina 11907


Il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957), istitutivi della Comunità economica europea, ha avuto luogo in una fase difficile del processo di integrazione europea: i giri a vuoto della Strategia di Lisbona, la bocciatura, in Francia prima ed in Olanda poi, del Trattato costituzionale e, successivamente, il modestissimo accordo raggiunto sulle Prospettive finanziarie 2007-2013 sono le punte di un iceberg di smarrimento delle ragioni dell'Unione. Sotto la superficie del mare in cui l'iceberg galleggia si intravede minaccioso il risveglio dei populismi nazionalisti, delle paure dell'altro, delle identità chiuse ed arroccate. Di fronte a tale scenario, la sezione monografica del Rapporto 2007 ha l'obiettivo di indagare le ragioni attuali per "fare" l'Europa. Le ragioni di ordine prevalentemente interno al continente (eliminare le radici culturali e materiali alla base dei conflitti della prima metà del '900) indicate dai padri fondatori non sono più sufficienti. Si deve andare oltre e guardare alle ragioni di ordine esterno, ossia all'Unione europea come "strumento" per affermare l'interesse nazionale nel contesto dell'integrazione globale. Per far ripartire la marcia integrazionista è allora necessario esplicitare un pensiero che assuma come fondativo dell'agire politico il valore dell'incontro e del dialogo tra le civiltà. Ed è inoltre necessaria un'analisi che riconosca i vantaggi già colti e le potenzialità da cogliere dell'integrazione globale dei mercati e delle comunità nazionali; che, al tempo stesso, riconosca la dimensione storica, quindi reversibile di tale integrazione e i rischi connessi alle derive nazionaliste e che sottolinei le crescenti difficoltà, sopratutto per le culture progressiste, a puntellare l'attuale ordine mondiale segnato dal cosmopolitismo dell'economia e dal nazionalismo della politica. La seconda sezione è invece divisa in rubriche: sugli sviluppi istituzionali, l'Unione allargata e l'economia mondiale, la costruzione dello Spazio di libertà, sicurezza e giustizia, la Politica estera e di difesa.

La Fondazione Istituto Gramsci promuove studi e ricerche sull'opera e il pensiero di Antonio Gramsci, sulla storia italiana e internazionale del XX secolo, sui caratteri economici, socio-culturali e politici della globalizzazione, sui processi di integrazione europea. Dispone di archivi di valore per lo studio della storia politica, sociale e culturale dell'Italia nel Novecento, con particolare riferimento alla storia dell'Italia repubblicana. Oltre al "Rapporto Annuale sull'integrazione europea", pubblicazioni permanenti della Fondazione sono gli "Annali" e la rivista "Studi Storici". Il CeSPI, Centro Studi di Politica Internazionale, è un think tank di relazioni internazionali indipendente e senza fini di lucro, fondato nel 1985, che realizza studi policy-oriented. Il Centro svolge attività di ricerca sui temi del processo di globalizzazione, sulla costruzione, l'allargamento e l'azione internazionale dell'Unione europea, e sulle relative implicazioni per l'Italia, sulla cooperazione, lo sviluppo e l'economia internazionale, sulle problematiche delle migrazioni internazionali e le nuove dimensioni della sicurezza.


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