Generazioni sono cresciute e cambiate sentendo sullo sfondo
della loro vita certe canzoni, che hanno finito per depositarsi nella memoria
collettiva. Il libro di Edmondo Berselli, che ritorna in una nuova edizione
arricchita, si occupa di queste canzoni: non però in una dolciastra operazione
nostalgia, ma nel tentativo di "far cantare" alcuni momenti della nostra
storia. Da Celentano e Mina al beat dei capelloni, da Mogol e Battisti a Vasco
Rossi e Baglioni, a Max Pezzali, Berselli racconta atmosfere, climi, gusti,
atteggiamenti, oggetti, "pensieri e parole" dei nostri ultimi
decenni; e lo fa con quella sfacciata capacità, che è la sua cifra
caratteristica, di cucire insieme alto e basso, finezze analitiche e ritornelli
pop, venerati maestri e giovani paninari. Riascoltando i versi e le musiche che
l'hanno accompagnata, ritroviamo il suono inconfondibile dell'Italia
contemporanea, della sua storia, del suo costume.
Edmondo Berselli,
direttore della rivista "il Mulino", è editorialista
dell'"Espresso" e della "Repubblica". Con il Mulino ha
pubblicato anche "L'Italia che non muore" (1995) e "Il più
mancino dei tiri" (1995; nuova ed. Oscar Mondadori, 2006). Con Mondadori:
"Post-italiani. Cronache di un paese provvisorio" (2003), "Quel
gran pezzo dell'Emilia" (2004) e "Venerati maestri" (2006).