Questo volume, muovendo da una rilettura critica dell'opera di
Kelsen, ricostruisce la dimensione problematica della concezione premoderna
della giustizia. Presentando e commentando le posizioni dei più significativi
autori di una tradizione che va dall'antichità romana al Seicento, Quaglioni
mostra il rinnovarsi della concezione romanistica ad opera dei glossatori
medievali, e parallelamente segue gli sviluppi della teologia e del diritto
canonico. Nella sua approfondita analisi, l'autore fa riferimento alle opere
dei giuristi tardomedievali come Bartolo da Sassoferrato, al pensiero
umanistico e rinascimentale (fra gli altri, Machiavelli, Guicciardini, Bodin),
descrivendo infine la dissoluzione e ricostruzione del fondamento etico e
religioso del paradigma della giustizia con Montaigne e Grozio.
Indice: Avvertenza. - I. La concezione premoderna della
giustizia. - II. Il diritto civile. - III. La giustizia nel Medioevo. - IV. Il
diritto canonico. - V. La teologia. - VI. La legge come ragione. - VII. La
giustizia come volontà e come virtù. - VIII. La tradizione giuridica alla fine
del Medioevo. - IX. L'umanesimo e la giustizia. - X. La giustizia e la modernità.
- XI. Verso un nuovo paradigma della giustizia. - XII. La giustizia tra diritto
naturale e assolutismo giuridico. - Appendice di testi. - Bibliografia. -
Indice dei nomi.
Diego Quaglioni insegna Storia del pensiero giuridico
moderno nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento. Tra i suoi
libri: "Politica e diritto nel Trecento italiano" (Olschki, 1983),
"Civilis sapientia" (Maggioli, 1989) e "La sovranità"
(Laterza, 2004).