Oltre il duopolio stato-mercato.
Molti paradossi del mondo globale - disuguaglianze territoriali
e individuali, crescita senza occupazione, aumento del reddito pro capite ma
non della qualità della vita - hanno più a che fare con situazioni di scarsità
sociale che materiale. Eppure le due visioni dominanti del rapporto tra sfera
economica e sfera sociale sembrano ignorare tale dato. La prima considera
l'impresa come un'istituzione "asociale", che si muove sul terreno
eticamente neutro del mercato, alla quale chiedere semplicemente efficienza e
creazione di ricchezza; sarà poi lo stato a redistribuire più equamente le
fette della torta. Per la seconda visione l'impresa è "antisociale" e
il mercato il luogo selvaggio dello sfruttamento e della sopraffazione del più
debole. Radicata nel pensiero economico dell'umanesimo civile, la visione
dell'economia civile elaborata in questo volume ritiene invece che i principi
"altri" dal profitto e dal mero scambio strumentale possano trovare
posto proprio dentro l'attività economica e il mercato in particolare; viene
anche prospettata una diversa configurazione di quell'insieme di attività che
va sotto il nome di non profit e terzo settore. La via è quella dello sviluppo
- accanto alle forme tipiche dello stato e del mercato - di istituzioni di
welfare civile e di forme nuove di impresa capaci di far diventare il mercato
un luogo di incontri civili e civilizzanti, e persino di felicità pubblica.
Luigino Bruni insegna Economia politica nell'Università
di Milano-Bicocca. Stefano Zamagni insegna Istituzioni di economia
nell'Università di Bologna e Storia del pensiero economico nell'Università
Bocconi di Milano. Con il Mulino ha pubblicato "Istituzioni di economia
politica. Un testo europeo" (con T. Cozzi, 2002) e "Complessità
relazionale e comportamento economico" (con P. Sacco, 2003).