Tra arte, letteratura e filosofia, una forma tipicamente
moderna di vivere e concepire l'esperienza artistica.
Quando si parla di estetismo si pensa subito a Oscar Wilde, a
Walter Pater, a D'Annunzio, a una stagione precisa della cultura europea tra
fine Ottocento e primi Novecento. Questo libro vuole invece mostrare che
l'estetismo non è legato solo a un periodo storico ma indica un modo di vivere
l'esperienza estetica, una maniera di concepire l'arte e la vita. L'autore
recupera così momenti essenziali della riflessione sull'estetismo "avant
la lettre", come l'analisi della vita estetica nella filosofia di Kierkegaard,
e ricostruisce una serie di figure che dell'estetismo sono tipiche, dal
"dandy" al conoscitore d'arte, dal virtuoso musicale agli
"scapoli dell'arte" di cui ci parla il romanzo di Proust. L'idea di
fondo è che l'estetismo non è affatto scomparso, ma offre anzi una importante
chiave di lettura per comprendere il modo in cui viene vissuto, oggi, il
rapporto con l'arte e l'esperienza estetica. Intrecciando letteratura e storia
delle arti, filosofia e storia delle idee, quella che viene tracciata è un'intera,
non convenzionale storia della ricezione artistica nel mondo contemporaneo.
Paolo D'Angelo insegna Estetica nell'Università di
"Roma Tre". Con il Mulino ha pubblicato "L'estetica del
Romanticismo" (III ed. 2003). Tra le altre sue pubblicazioni: "L'estetica
di Benedetto Croce" (1982), "Simbolo e Arte in Hegel" (1989),
"L'estetica italiana del Novecento" (1997), "Dizionario di
Estetica" (con G. Carchia, II ed. 2001), "Estetica della Natura"
(II ed. 2003), tutti pubblicati con Laterza.