Un classico dell'antropologia contemporanea.
Colpito dalla cattiva sorte - la morte di una persona cara, la
perdita del raccolto, un disastro naturale - l'uomo primitivo ascriveva
l'evento all'agire di forze maligne scatenate dalla
violazione di un tabù, e andava alla ricerca del colpevole. L'uomo moderno,
invece, ritiene di essere in grado di stabilire una relazione tra cause
materiali ed effetto senza ricorrere alla magia. Ma il processo di attribuzione della colpa - sostiene la Douglas in questo piccolo classico dell'antropologia
contemporanea - lungi dal costituire una falla nel pensiero dei primitivi, vale
a svelarci aspetti relativi al patto sociale su cui si regge una comunità e
alle strategie messe in atto per difenderla dai nemici esterni ed interni. Il
processo di attribuzione della colpa e le procedure
rituali per gestirla sono, in sintesi, una spia delle strutture sociali e
politiche di una comunità.
Mary Douglas
, figura prestigiosa dell'antropologia contemporanea, con il Mulino
ha pubblicato "Il mondo delle cose" (con B. Isherwood,
1984), "Antropologia e simbolismo" (1985), "Come pensano le
istituzioni" (1990), "Credere e pensare" (1994) e "Rischio
e colpa" (1996).