Dove ci porta il "bricolage" religioso? Un libro suggestivo sulla "deregulation" della fede.
Siete religiosi? A questa domanda forse provocatoria
molti di noi risponderanno di no. E tuttavia la religione, lungi dallo
scomparire, conserva nelle nostre società un ruolo importante. Certo, le chiese sono scarsamente frequentate e l'incontro
domenicale ha luogo più davanti al televisore che attorno all'altare, ma le
sette si moltiplicano e le discussioni su Dio e l'aldilà affascinano molti. E'
il paradosso con cui si misura questo volume. Oggi la dimensione religiosa è
cambiata rispetto a quella che hanno vissuto i nostri
genitori: sempre più numerosi sono coloro che si dedicano a una sorta di
"bricolage" religioso, attingendo al cristianesimo, al giudaismo,
all'islam, come pure al buddismo e al taoismo. Le figure del pellegrino (che
rappresenta il nomadismo religioso) e del convertito (che incarna l'abbandono
delle appartenenze trasmesse per tradizione) sostituiscono quella classica del
praticante. Ciascuno, in qualche misura, "inventa" la propria
filiazione religiosa. In tutto questo proliferare di fedi e di comunità, che ne è poi della cultura laica? Può aspirare a una funzione mediatrice, capace di mobilitare le
"famiglie spirituali" verso una rifondazione del legame sociale?
Danièle Hervieu-Léger insegna all'École des hautes études
en sciences sociales e dirige il Centre d'études interdisciplinaires des faits
religieux. Il Mulino ha pubblicato il suo "Religione e memoria"
(1996).