Quando l'ira è funesta, quando infuriarsi conviene.
Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, gli strilli di un
bambino, le sfuriate del capo, le bizze di una bisbetica: molte sono le
immagini della rabbia. Ci si arrabbia per un'ingiustizia, per un fastidio senza
motivo, per un ostacolo che si frappone alla realizzazione di un progetto al
quale tenevamo. A seconda delle situazioni, delle persone, dei motivi, noi
siamo più o meno disposti a giustificare noi stessi e gli altri per avere agito
sotto l'impeto della rabbia. Ma arrabbiarsi serve? Perché da un lato abbiamo
paura di questa emozione, ma dall'altro sentiamo che se non la manifestiamo
finiremo per esplodere? Questo libro parte dalle immagini della rabbia presenti
nella nostra cultura e nel linguaggio comune, per arrivare a mostrarci come
alcune arrabbiature siano in grado di suscitare energie positive e possano
essere molto importanti per il gioco sociale.
Valentina D'Urso
insegna Psicologia generale nell'Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni
"Esperimenti di psicologia" (con F. Giusberti, Zanichelli, 2000),
"Introduzione alla psicologia delle emozioni" (con R. Trentin,
Laterza, 1998) e "Le buone maniere" (Il Mulino, 1997).