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PISATI M.
Voto di classe
Posizione sociale e preferenze politiche in Italia
Collana "Studi e Ricerche"
pp. 240,
€ 21,00 978-88-15-13757-9
anno di pubblicazione 2010
in libreria dal 06/05/2010
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Da tempo sociologi e giornalisti ripetono che le società occidentali
sono entrate in una fase in cui le tradizionali appartenenze sociali si dissolvono
a favore di una crescente individualizzazione. Fra le vittime illustri di tale
trasformazione ci sarebbero le classi sociali, ormai incapaci di esercitare
influenze sulle scelte elettorali. Questo quadro corrisponde alla realtà e,
per quanto ci concerne più da vicino, alla realtà italiana? Solo in parte. Di
fatto siamo di fronte a due processi contrapposti: da un lato, le estremità
della gerarchia sociale, borghesia e classe operaia, si sono scostate dai partiti
con cui avevano legami privilegiati; dall'altro, le due classi medie, impiegati
e piccola borghesia urbana, che in passato avevano mantenuto a lungo una posizione
mediana anche sul piano politico, hanno cominciato a focalizzare le rispettive
preferenze: i colletti bianchi sul centrosinistra, i piccoli imprenditori sul
centrodestra. Un duplice processo che - come mostra il libro - sta facendo emergere
un nuovo voto di classe, un voto espresso però più in negativo che in positivo,
più per avversione che per adesione.
Maurizio Pisati insegna Tecniche quantitative di ricerca
sociale nell'Università di Milano-Bicocca. Con il Mulino ha pubblicato "Rapporto
sulla situazione sociale a Bologna" (con M. Barbagli, 1995), "Dopo la laurea.
Status, sfide e strategie" (con M. Santoro, 1996), "La mobilità sociale" (2000),
"Statistica per la ricerca sociale" (con P. Corbetta e G. Gasperoni, 2001),
"L'analisi dei dati. Tecniche quantitative di ricerca sociale" (2003).
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