Il 21 aprile 1980 chiude per volontà dei medici e della politica
il manicomio di Trieste. Per la prima volta al mondo un ospedale psichiatrico
viene dichiarato soppresso. La legge 180, approvata il 13 maggio del 1978, ha
ormai aperto una nuova epoca per la cura delle malattie mentali. La reclusione
manicomiale non esiste più. E' il punto d'arrivo di un difficile percorso che,
dagli inizi del Novecento, ha interessato non solo la comunità psichiatrica
ma l'intera società italiana. Dal protagonista assoluto, Franco Basaglia, a
Mario Tobino, a Edoardo Balduzzi, da Sergio Zavoli a Indro Montanelli, a Angelo
del Boca, da Marco Bellocchio a Silvano Agosti: ascoltando le voci più varie
che ne furono testimoni - quelle di medici, giornalisti, fotografi, scrittori,
registi, ma anche ex degenti e cittadini - il libro narra momenti e personaggi
chiave di una straordinaria vicenda. Nel rievocare i traumi da trincea della
guerra '15-18, l'invenzione italiana dell'elettroshock, la "follia" di Violet
Gibson (l'attentatrice di Mussolini), la scoperta degli psicofarmaci, i primi
reportage, la rivoluzione psichiatrica degli anni Sessanta, la strada verso
la 180, questa ricostruzione, documentata e appassionante, mostra come la questione
psichiatrica abbia rappresentato un momento centrale della storia d'Italia nel
cammino verso la democrazia.
Valeria P. Babini insegna Storia della psicologia nel
Dipartimento di Filosofia dell'Università di Bologna. Tra i suoi libri: "La
donna nelle scienze dell'uomo" (con F. Minuz e A. Tagliavini, II ed. 1989),
"La questione dei frenastenici" (1996), "Una "donna nuova". Il femminismo scientifico
di Maria Montessori" (con L. Lama, II ed. 2003), pubblicati da Angeli; per il
Mulino: "Tra sapere e potere. La psichiatria italiana nella seconda metà dell'800"
(con M. Cotti, F. Minuz, A. Tagliavini, 1982), "La vita come invenzione. Motivi
bergsoniani in psichiatria" (1990) e "Il caso Murri. Una storia italiana" (2004).
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