Durante i lavori dell'Assemblea costituente Piero
Calamandrei affermò che nel "popolo dei morti", ossia
nell'eccezionale tributo di vite umane pagato alla seconda guerra mondiale, si
doveva scorgere la più importante fonte di legittimazione della rinata democrazia
italiana ed europea. Muovendo da questa prospettiva, il volume di Leonardo
Paggi descrive il passaggio alla Repubblica come uno svolgimento storico più
corale, e anche più contraddittorio, di quello solitamente prospettato dalla
tradizione antifascista, che accentua il ruolo preminente della resistenza
armata. Ne viene una articolata, incisiva ricostruzione storica della
transizione alla democrazia, che si sofferma anzitutto sulla violenza dei
bombardamenti angloamericani, fino ad oggi taciuta nel rispetto del paradigma
della "guerra giusta", e sui suoi effetti politici di breve e lungo
periodo. Con inedita documentazione di archivio viene poi messo in luce il
nuovo senso dei diritti che si diffonde tra le popolazioni più duramente
colpite dallo stragismo nazifascista. Paggi respinge inoltre la tesi di un
diffuso trasformismo degli intellettuali italiani, rileggendo con sottile
sensibilità il ruolo di rottura che la guerra assume nell'opera di Piero
Calamandrei e di Eugenio Montale. Ne risulta nitidamente smentita l'immagine di
passività suggerita dalla teoria revisionista della "zona grigia",
secondo la quale all'8 settembre avrebbe fatto seguito una sorta di sospensione
nella coscienza di sé del popolo italiano. Nel corso di una guerra totale che
non distingue più fra combattenti e non combattenti, e che vanifica il potere
di protezione dello stato, nasce un nuovo individualismo di segno democratico,
che rompe con il potere patriarcale esercitato dal fascismo, aprendo la via al
nuovo sentimento dei diritti che caratterizzerà la vita repubblicana.
Leonardo Paggi, ordinario di Storia contemporanea nell'Università di Modena e Reggio
Emilia, è autore di una biografia politica di Antonio Gramsci, ha pubblicato
due volumi sul rapporto tra americanismo e riformismo europeo, si è occupato
negli ultimi anni di storia della memoria.