M. NIOLA

Si fa presto a dire cotto

Un antropologo in cucina


Collana "Intersezioni"


pp. 160, € 12,00
978-88-15-13159-1
anno di pubblicazione 2009

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- Un brano dal testo -

Perché gli italiani mangiano la pasta al dente? La tempura è davvero un'invenzione giapponese? Perché la pizza ha conquistato il mondo? E perché il sushi ha conquistato noi? E cosa c'entrano il baccalà con il Concilio di Trento e il caffè con la nascita delle compagnie di assicurazione? Sono alcuni dei temi vivacemente, o meglio sapidamente, affrontati da questo libro. Tradizioni gastronomiche, modi di cuocere il cibo, maniere di comportarsi a tavola, passioni, repulsioni, valori estetici, tipicità, territori costituiscono altrettanti specchi del rapporto che gli uomini hanno con se stessi e con gli altri, con la propria terra, con la propria identità. L'espresso, il ragù, i tortellini, il pomodoro, la zucca, la mozzarella, il culatello, il parmigiano, la cassata: molto più che semplici "gourmandises", ci appaiono particolari decisivi di quel grande affresco che è la nostra storia vista attraverso gli usi e consumi dell'"homo edens".

Marino Niola insegna Antropologia dei simboli e Antropologia dell'alimentazione all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nell'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e Colorno. Per il Mulino è autore de "I Santi patroni" (2007). Di recente ha pubblicato anche "Don Giovanni o della seduzione" (L'ancora del Mediterraneo, 2006) e "Lévi-Strauss. Fuori di sé" (Quodlibet, 2008). E' editorialista de "la Repubblica" e "L'espresso" e presidente della Città del gusto di Napoli.


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