La "doppia epurazione" cui allude il titolo di
questo volume si riferisce sia all'espulsione di docenti e studenti ebrei
dall'università italiana, voluta dal regime fascista nell'autunno del 1938, sia
al loro difficoltoso, contrastato, se non impossibile, reinserimento
nell'accademia italiana dopo la fine della persecuzione razziale e della
guerra. Una faticosa reintegrazione che si tramutò, in molti casi, in una sorta
di nuova, definitiva, epurazione. Attraverso il caso dell'ateneo pisano il
volume analizza in concreto - con numeri e nomi - l'applicazione della
legislazione antisemita e le sue drammatiche conseguenze, oltre alle reazioni,
alle compromissioni e ai molti silenzi acquiescenti che caratterizzarono il
mondo dell'università prima, durante e dopo la persecuzione antiebraica.
Francesca Pelini (1972-2005), laureata in Storia contemporanea presso l'Università di Pisa
nel 1999, ha compiuto il perfezionamento in Discipline storiche presso la
Scuola Normale Superiore. Ha curato i volumi "Le radici della Resistenza:
donne e guerra, donne in guerra" (Pisa, 2005) e "La politica del
massacro: per un atlante delle stragi naziste in Toscana" (con G. Fulvetti,
Napoli, 2006). Ilaria Pavan è ricercatrice di Storia contemporanea presso la
Scuola Normale Superiore di Pisa. Tra le sue pubblicazioni, "Tra
indifferenza e oblio: le conseguenze economiche delle leggi razziali in Italia,
1938-1970" (Firenze, 2004) e "Il podestà ebreo: la storia di Renzo
Ravenna tra fascismo e leggi razziali" (Roma-Bari, 2006).