Frutto di una ricerca pluriennale sulla linguistica, in
particolare sulla linguistica del parlato, il libro sfida l'ortodossia
dominante nella disciplina riaprendo il dibattito su alcuni capisaldi delle
teorie novecentesche. Senza negare l'importanza dei risultati prodotti
nell'ultimo secolo dalle ricerche di indirizzo strutturale e/o generativo,
Albano Leoni individua i limiti che l'interpretazione linguistica tradizionale
incontra nella spiegazione del concreto funzionamento delle lingue. I paradigmi
di analisi hanno spesso trascurato, secondo l'autore, i reali processi di
ricezione e di comprensione del linguaggio, ingabbiandoli in uno schema lineare
e predeterminato che procede, classicamente, dai fonemi alle sillabe, ai
morfemi, alle parole e infine alle frasi. Contro questo tipo di
rappresentazione del fenomeno linguistico, il volume suggerisce alcuni
possibili cambiamenti di rotta utili a dare nuovi spunti e nuovo slancio alla
disciplina: concentrare l'analisi sul materiale naturale e non su quello di
laboratorio, prendere in considerazione non più soltanto il punto di vista del
parlante ma anche quello dell'ascoltatore.
Federico Albano Leoni insegna Linguistica generale nella
Facoltà di Scienze umanistiche della Sapienza Università di Roma. Per il Mulino
ha già pubblicato "Introduzione allo studio della lingua tedesca"
(con E. Morlicchio, 1988) e ha curato il volume "Italia linguistica. Idee,
storia, strutture" (1983).