E' il vizio che si vede, perché inscritto nella carne, oltre che
nell'anima: cosa si può dire che non sia già stato detto sulla gola, sul vizio
che con la sua diffusione planetaria è alla base del fenomeno dell'obesità
globale o "globesity", come viene chiamata l'epidemia mondiale del
sovrappeso? Si possono illustrare, accanto ai caratteri tradizionalmente
attribuiti a questo peccato, tutti gli aspetti moderni che l'hanno modificato,
attraverso gli eccessi del fast food e della McDonaldizzazione da un lato, e la
ricerca dello slow food, del cibo genuino, biologico dall'altro. Il libro
ripercorre le vicende dell'ingordigia, dagli smisurati e tragici banchetti del
mondo antico ai menu del commissario Montalbano, dagli abusi gastronomici delle
tavole imperiali all'insaziabile ingurgitare di Pantagruele. Se il rapporto col
cibo è sempre stato difficile, ancor più difficile è trovare una misura tra
concessione e proibizione. Ma poi peccato o malattia? Vizio volontario o
predisposizione genetica, come si chiedono oggi dietologi e medici?
Francesca Rigotti insegna nelle Università di Lugano e
di Zurigo. Per il Mulino è autrice di "La filosofia in cucina" (II
ed. 2004), "Il filo del pensiero. Tessere, scrivere, pensare" (2002)
e "Il pensiero pendolare" (2006). Ha inoltre pubblicato "Il
pensiero delle cose" (Apogeo, 2007).