In che modo gli imprenditori compiono le loro scelte? La teoria
economica tradizionale presuppone agenti razionali che massimizzano i profitti
tenendo conto del vincolo della tecnologia. E' quanto sintetizza la metafora
dell'homo oeconomicus. L'esperienza mostra invece che le decisioni sono
influenzate anche dai sentimenti, le norme morali, le interazioni sociali e le
istituzioni. Talora gli agenti si comportano in modo altruistico anche quando
non è conveniente farlo; in altri casi non cooperano anche se sarebbe
vantaggioso. Il capitale sociale, inteso come la rete di conoscenze e la
condivisione di valori che possono favorire la fiducia, la cooperazione e la
sanzione di comportamenti opportunistici, costituisce una condizione per lo
sviluppo. In questo volume vengono rilevati questi aspetti in vivo con
riferimento ad un sistema locale costituito da piccole imprese, talora di tipo
distrettuale. Le indagini sono di due tipi: un questionario somministrato ad
oltre ottanta imprenditori e un "gioco della fiducia" condotto sulla
metà di questi soggetti. Entrambe le procedure sono state utilizzate per la
prima volta in Italia con imprenditori. La principale implicazione dell'analisi
è che in un contesto globale ed aperto l'esistenza di infrastrutture sociali
adeguate non perde di importanza: la cooperazione è condizione necessaria per
realizzare processi di riconversione e di ristrutturazione, ma anche per
diffondere l'innovazione, soprattutto in aree produttive a sviluppo ritardato.
Giuseppe Garofalo è
professore ordinario di Economia politica nella Facoltà di Economia
dell'Università della Tuscia (Viterbo). Con il Mulino ha pubblicato "La
formazione degli economisti in Italia. 1950- 1975" (con Augusto Graziani,
2003). Fabio Sabatini è assegnista
di ricerca presso il Dipartimento di Economia politica dell'Università di
Siena.