Una popolazione che conta quasi ottanta milioni di abitanti, una
crescita economica assai forte, una reputazione non immacolata in materia di
tutela dei diritti umani ma al tempo stesso un pluriennale impegno a
migliorarla con appropriate riforme: la Turchia è oggi, dopo aver vissuto uno
spettacolare processo di modernizzazione forzata, candidata ufficiale, pur non
senza contrasti, all'ingresso nell'Unione europea, dove lavorano da anni
milioni di suoi immigrati. La repubblica turca, guidata da un partito islamico
moderato e tendenzialmente orientato a non rimettere in discussione la laicità
dello Stato, caratterizzata da una tradizione nazionalista radicata che fatica
ad accettare la presenza di minoranze importanti, prima fra tutte quella curda,
svolge a cavallo tra Europa e Asia un ruolo fondamentale nella rete delle
alleanze occidentali, a partire dalla Nato. Questo libro ci aiuta a comprendere
le ragioni per cui gli europei devono fare i conti con un paese che non è una
ex colonia, bensì l'erede di quella che un tempo fu una grande potenza europea,
l'Impero ottomano.
Michele Carducci insegna Diritto costituzionale e
Costituzionalismi comparati nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università del
Salento. E' stato Visiting Researcher Scholar nella Cardozo School of Law di
New York. Tra i suoi libri: "Parlamentarismo e libertà" (Quattro
Venti, 1995), "Controllo parlamentare e teorie costituzionali"
(Cedam, 1996), "Il ritorno della direttiva parlamentare" (Giuffrè,
1999), "Atlante normativo di diritto costituzionale" (Giuffrè, 2004).
Beatrice Bernardini d'Arnesano è dottore di ricerca in Sistemi giuridici
e politico-sociali comparati. Ha svolto attività di ricerca in Inghilterra,
Grecia e Turchia.