I professionisti del credito ebbero un ruolo di grande rilievo
nella società e nella vita politica di Bologna fra XII e XIV secolo. Indagando
su quel ruolo, il volume si avvale dello studio di documenti inediti o finora
poco valorizzati, come gli statuti e le matricole del Cambio e gli estimi del
Duecento e del Trecento, conservati presso l'Archivio di Stato di Bologna.
Obiettivo della ricerca è mettere in luce i complessi rapporti esistenti fra
attività economica e ruoli politici, fra affari e potere, ma anche definire
l'estrazione sociale, i livelli di ricchezza, le strategie economiche dei
numerosi gruppi finanziari attivi sulla piazza bolognese. Attraverso l'analisi
ravvicinata di quattro casi particolarmente rappresentativi sul piano sociale,
economico e politico (Pepoli, Gozzadini, Beccadelli, Bianchi del Cossa),
l'autore delinea alcuni percorsi di affermazione all'interno di quel ceto. Ne
emerge un ritratto del gruppo professionale dei banchieri bolognesi, ricco di
particolari soprattutto per gli anni che vanno dalla metà del XIII secolo,
quando il Cambio era all'apice del suo prestigio pubblico e i suoi protagonisti
coincidevano in gran parte con i gruppi dirigenti del comune, agli anni Venti
del Trecento, epoca che vede i banchieri su posizioni più decentrate, in un
panorama assai mutato di equilibri politici ed egemonie sociali. Una fase
storica cruciale, questa, che coincide con un importante passaggio nella storia
della mentalità e dell'etica economica: da un'epoca di sostanziale legittimità
dell'usura moderata, codificata dagli statuti comunali del 1250, ad un'altra in
cui anche la normativa cittadina e il senso comune dei ceti creditizi sono
costretti a confrontarsi con la proibizione ecclesiastica di ogni interesse nei
contratti di mutuo.
Indice: Introduzione. Credito e usura in età comunale:
temi, fonti, problemi. - I. L'età dell'oro. Lo Statuto dei cambiatori del 1245.
- II. Definizione di una categoria professionale. La matricola del 1294. - III.
I banchieri e la città. Azzonamento territoriale e livelli di ricchezza
nell'estimo del 1296-97. - IV. Romeo e gli altri. Percorsi di affermazione tra
affari e politica. - Conclusioni. - Riferimenti bibliografici. - Indice dei
nomi.
Massimo Giansante è archivista presso l'Archivio di
Stato di Bologna, dove si occupa di documenti medievali e di didattica della
storia, e insegna Storia delle istituzioni medievali all'annessa Scuola di
Archivistica, Paleografia e Diplomatica. Tra le sue pubblicazioni, "Romeo
Pepoli, banchiere bolognese" (Bologna, 1991); "Retorica e politica
nel Duecento" (Roma, 1998); "Il Liber Paradisus e le liberazioni
collettive nel XIII secolo" (in collaborazione con Armando Antonelli,
Venezia, 2008).