Nonostante la globalizzazione e la crisi dell'imposta personale,
il tributo rappresenta ancora uno dei più importanti strumenti di
redistribuzione della ricchezza che gli stati hanno a disposizione. Questo
libro si pone in netta contrapposizione con quelle correnti di pensiero
liberal-liberiste, molto in voga, secondo cui i sistemi fiscali dovrebbero
essere neutrali nei confronti del mercato, essere retti prevalentemente dal
criterio del beneficio o della corrispettività ed essere rispettosi della "persona"
quale titolare di naturali diritti proprietari. In armonia con il pensiero
liberal-solidaristico, viene invece ribadito che, almeno nel campo fiscale, è
ancora il "pubblico" che deve prevalere sul "privato",
perché la scelta della ricchezza da tassare e dei diritti sociali da soddisfare
è frutto di valutazioni politiche effettuate nel rispetto del principio di
giustizia distributiva e non la mera omologazione legislativa dei modelli e
delle regole "private" del mercato. Interventi di riforma, nonché proposte
di governi e partiti, non sono certo mancati in questi ultimi anni, ma non si
sono mai prodotte maggioranze parlamentari omogenee in grado di vincere le
pervicaci resistenze corporative. Eppure sussisterebbero le ragioni teoriche,
le istanze etiche e le esigenze pratiche per attuare giuste politiche di
riparto correlate a interventi organici condivisi e di certa efficacia. E sono
questi gli aspetti che Franco Gallo, tributarista di fama, sottopone a
un'attenta valutazione.
Franco Gallo,
ordinario di Diritto tributario e accademico dei Lincei, è attualmente giudice
presso la Corte costituzionale. Tra i suoi libri più recenti: "Ordinamento
comunitario e principi fondamentali tributari" (Esi, 2006).