La presentazione del IX
Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati italiani è quest'anno
accompagnata da una più ampia riflessione sulla transizione al lavoro nei
principali paesi europei. In primo luogo, vengono presentati i risultati della
seconda indagine europea sulla situazione occupazionale dei laureati a 5 anni
dal conseguimento del titolo (Indagine REFLEX). La ricerca, finanziata dall'UE
e sostenuta dal MIUR, è stata affidata, per il suo svolgimento in Italia, alla
collaborazione AlmaLaurea - Istituto Iard "Franco Brambilla". Per di
più, il progetto EuroAlmaLaurea-Net per l'estensione della banca dati dei
laureati sul piano continentale, promosso da AlmaLaurea (e sostenuto dalla UE
nell'ambito del Programma eTEN) è giunto alla sua conclusione. Se ne tracciano
qui, oltre che un primo bilancio, le linee guida per lo sviluppo futuro.
La documentazione
presentata nel IX Rapporto AlmaLaurea, per gli Atenei ed i laureati interessati
(oltre 89mila di 40 università italiane), per il coinvolgimento dei
protagonisti (hanno risposto all'intervista telefonica 85 laureati su cento ad
un anno dalla conclusione degli studi, 83 su cento a tre anni, 76 su cento a
cinque anni), per il periodo osservato (sono stati intervistati i laureati
degli anni 2005, 2003 e 2001), offre uno spaccato di grande interesse della
situazione occupazionale in atto e un terreno aperto ad ulteriori
approfondimenti. E' stato inoltre possibile esaminare la condizione occupazionale
e/o di studio di oltre 17mila laureati di 1° livello (con un tasso di risposta
all'intervista pari all'89%) ad un anno dal conseguimento del titolo,
monitorando così lo stato di avanzamento della riforma universitaria.
Specifici contributi
realizzati con il supporto di un autorevole e qualificato gruppo di studiosi a
cui è stata messa a disposizione la più recente documentazione AlmaLaurea,
consentono di approfondire la condizione occupazionale nel lungo periodo (esiti
a 10 anni dalla laurea), i tempi di ingresso nel mercato del lavoro,
l'attrattività delle lauree scientifiche, la stabilità/precarietà della
condizione lavorativa, l'efficacia dei master universitari sul mercato del
lavoro, il reddito dei laureati, l'utilizzo delle competenze maturate grazie a
periodi di studio all'estero.