:: Un brano dal testo
Infedeli, malfattori, eretici, ebrei, usurai; ma anche coloro
che esercitavano un mestiere vile o disonorevole come il boia, la prostituta,
il servo; e ancora gli stranieri, le donne, i minori, le persone deformi, i
poveri. In un crescendo di sospetti e inaffidabilità, il catalogo degli
"infami", ovvero dei soggetti che per la loro natura ferina e
criminale o semplicemente per la loro condizione sociale o fisica non potevano
godere della pienezza dei diritti della "civitas
christiana", si allunga a dismisura nel corso
dei secoli fino a lambire pericolosamente l'intera popolazione. Attraverso
quali pratiche e quali categorie prese forma il codice sociale dell'esclusione
in Europa? Chi contribuì a disegnarne i contorni e quali ne furono le vittime?
Questo volume ci propone paesaggi brulicanti di un'umanità periferica, come in
un dipinto di Bosch o di Bruegel dove anche i tratti
del volto e le vesti recano lo stigma di una specifica inferiorità morale e
sociale. Un quadro arricchito dall'esame dei testi e delle scritture che
venivano diffondendo la nozione di subalternità civica, sanzionando la debole
cittadinanza di un popolo cristiano sempre a rischio di precipitare nella
marginalità.
Giacomo Todeschini
insegna Storia medievale nell'Università di
Trieste. Con il Mulino ha già pubblicato "I mercanti e il tempio"
(2002) e "Ricchezza francescana" (2004).