Che cosa ha significato essere comunisti in Italia? Come si
definiva l'identità del più grande Partito comunista d'occidente? Il volume
prende in considerazione l'ultimo ventennio del Pci, da Berlinguer al Pds,
concentrandosi su due aspetti non ancora approfonditi della storiografia:
l'analisi della liturgia politica e lo studio delle scuole di partito. Se tra
il 1970 e il 1989 si assiste a un continuo lavorio di rimodulazione dell'identità
comunista senza che questa venga mai superata del tutto, alla fine degli anni
Ottanta il Pci si trasforma nel moderno partito riformatore di massa e la sua
identità politica ingloba valori e simboli appartenenti ad altre culture
politiche. Una identità, quella dei comunisti italiani, che tuttavia continua a
contrapporsi sia al riformismo socialista sia al cattolicesimo sociale e che
solo il crollo del muro di Berlino mette radicalmente in discussione. La
svolta, basata sulla salvaguardia del patrimonio storico del Pci, avviene però
a mezzo della rimozione delle pagine più controverse di quell'esperienza:
rimozione che investe, ancora oggi, l'intera sinistra italiana.
Indice: I. Da
Togliatti a Berlinguer. - II. Le feste pubbliche del Pci. - III. L'educazione
comunista. - IV. La riforma del comunismo. - V. L'Università comunista. - VI.
Dal Pci al post-comunismo. - Indice dei nomi.
Andrea Possieri ha
conseguito il Dottorato di ricerca in Storia politica dell'età contemporanea
presso l'Università di Bologna. Attualmente svolge attività di ricerca presso
l'Università degli Studi di Perugia.