Con la sua ricerca innovativa sui "distretti
industriali", Becattini apre una prospettiva nuova alla lettura dei
fenomeni dello sviluppo economico, ponendo al centro dell'attenzione aspetti
che la visione tradizionale, prigioniera dell'idea dell'inevitabile avanzamento
del gigantismo industriale, lasciava in ombra. Con questa nuova chiave di
lettura, il fulcro dello sviluppo torna ad essere l'agente umano col suo
impegno, la sua intelligenza, la sua creatività, nell'industria, nella ricerca
scientifica, nella vita in generale. Il ruolo del progresso tecnico in senso
stretto ne viene, conseguentemente, ridefinito e storicizzato. Quanto
all'accumulazione e alla concentrazione del capitale, ne risulta evidenziata la
duplice natura di alimento e di limite dello sviluppo socioeconomico.
Nell'attuale dibattito sui dilemmi connessi ai segni del declino economico del
nostro paese, l'autore si distacca dal pensiero dominante per sottolineare il
ruolo di una politica industriale che sviluppi, qualificandoli, i tradizionali
punti di forza del nostro export: Made in Italy e meccanica.
Giacomo Becattini,
professore fuori ruolo di Economia politica, è socio dell'Accademia Nazionale
dei Lincei, dell'Accademia "La Colombaria", dell'Accademia dei
Georgofili. E' stato presidente della Società Italiana degli Economisti. Gli è
stata attribuita la Life Membership del Trinity Hall, di Cambridge. Tra le sue
molte pubblicazioni si segnalano "Il distretto industriale"
(Rosenberg & Sellier, 2000) e "Dal distretto industriale allo sviluppo
locale" (Bollati Boringhieri, 2000).