"Una fervida, appassionata dichiarazione d'amore per il
viaggio" (L'Indice)
"Raccomandabile a ogni specie di viaggiatori: a cominciare
da quelli che si contentano di viaggiare seduti nella loro stanza con un libro
in mano" (La Repubblica)
Perché
il viaggio agisce come una forza che muta il corso della storia? Come può una
semplice transizione spaziale influenzare gli individui, plasmare i gruppi
sociali e modificare profondamente quelle strutture di significato che
chiamiamo cultura? Leed studia le alterazioni dell'identità personale e della
civiltà indotte dal viaggio - il viaggio reale, ma anche quello metaforico che
ci porta a chiamare "trapasso" la morte e "cammino" la vita
-, cogliendo nell'esperienza della mobilità territoriale un modello di
trasformazione culturale, temporale, psicologica. Tuttavia, dai tempi delle
perigliose prove di Gilgamesh e Ulisse al fidente "tutto compreso"
del turismo di massa, il significato simbolico del viaggio è mutato
radicalmente. Se nell'Antichità e nel Medioevo attraverso pericoli e cimenti si
attingeva una purificazione interiore, con i grandi viaggi scientifici in epoca
moderna viaggiare diventa fonte di libertà e di svelamento dell'io. Infine,
nella società industriale, transitare da un luogo all'altro permette all'uomo
di riconoscersi un'appartenenza nazionale e insieme un'identità personale.
Eric J. Leed ha
insegnato nella Florida International University di Miami; il Mulino ne ha
tradotto anche "Terra di nessuno. Esperienza bellica e identità personale
nella prima guerra mondiale" (1985) e "Per mare e per terra. Viaggi,
missioni, spedizioni alla scoperta del mondo" (1996).