"Il primo studio sistematico di uno storico italiano che va
ad arricchire con nuove acquisizioni documentarie e storiografiche un tema oggi
assai dibattuto" (Il Sole-24 Ore)
"Un saggio fondamentale" (La Stampa - Tuttolibri)
Negli ultimi anni il tema dei delitti contro l'umanità è
affiorato prepotentemente nella riflessione pubblica sulla storia e ha infine
portato l'attenzione sulla prima e più dimenticata fra le grandi stragi del
Novecento, il genocidio armeno. A questo è dedicato il circostanziato saggio di
Flores, che prende le mosse dal declinare dell'impero ottomano nell'Ottocento,
dalle posizioni delle potenze europee sull'area, dal sorgere anche nei
territori ottomani di istanze nazionaliste, per mostrare come già sul finire del
secolo il governo ottomano metta in opera sanguinose persecuzioni contro gli
armeni. A seguito della crisi d'inizio secolo e della perdita dei territori
balcanici, la Turchia vive una radicalizzazione nazionalista che, con lo
scoppio della Grande guerra, porta alla decisione di deportare e sterminare gli
armeni. Fra l'aprile del 1915 e il settembre del 1916 centinaia di migliaia di
armeni vengono uccisi. Il volume ricostruisce analiticamente il processo,
riconducendolo con attenzione all'interno della politica turca e dello scenario
internazionale. Infine presenta la lunga battaglia della memoria che si
combatte da allora su un genocidio che la Turchia continua a negare. Una
ricostruzione arricchita da un corposo inserto fotografico (a cura di Benedetta
Guerzoni) puntualmente commentato.
Marcello Flores
insegna Storia comparata nella Facoltà di Lettere dell'Università di Siena. Con
il Mulino ha pubblicato "Sul PCI" (con N. Gallerano, 1992),
"L'età del sospetto" (1995), "1956" (1996), "Il
Sessantotto" (con A. De Bernardi, 1998) e "Il secolo mondo"
(2002).