Imperatore romano d'Oriente, Giustiniano (482-565),
profondamente legato alla fede cristiana e dotato di una vasta cultura
giuridica e teologica, fu orgoglioso difensore dell'integrità territoriale,
istituzionale e religiosa dell'impero. Durante il suo governo, tuttavia, si
trovò a confronto con sfide assai difficili: guerre contro i Persiani, i Goti,
i Vandali e i Bulgari, epidemie e carestie devastanti, terremoti e controversie
dottrinarie. Se per molto tempo è stato considerato la figura fondamentale
dell'età tardoantica, questo profilo ce ne dà invece un ritratto più complesso
in cui Giustiniano è colto al centro di crisi militari, demografiche, politiche
e teologiche. Una ricostruzione da cui emerge che non fu tanto il sovrano a
dare la propria impronta ai tempi, quanto piuttosto l'inverso.
Mischa Meier è
docente di Storia antica nell'Università di Bielefeld. I suoi interessi
riguardano la storia greca, la tarda antichità, la storiografia antica, la
storia delle religioni e la storia della ricezione dell'antichità.