"Mio padre, accanito raccontatore di barzellette, mi
incoraggiò a intraprendere quest'arte più o meno nel
periodo in cui andavo all'asilo... Prima o poi questo libro doveva essere
scritto". Luterano-zen, amante delle storielle
yiddish e del cabaret, Berger è tuttavia preoccupato
per i librai, che si chiederanno dove collocare questo singolare volume: nello
scaffale dell'umorismo, della religione o della sociologia? Senza contare che
la parte sulla comicità ebraica potrebbe suggerire la sezione Ebraismo, mentre
i fan di Oscar Wilde lo vedrebbero volentieri nella
sezione Omosessualità. Dal noioso "il riso abbonda..." all'anarchico
e un po' trucido "una risata vi seppellirà" sono migliaia gli slogan
che ribadiscono la portata sempre in qualche modo eversiva della dimensione
comica. Evocando un mondo distinto da quello ordinario, operante secondo regole
differenti, il comico rappresenta una sospensione della quotidianità che -
aggiunge Berger - apre squarci verso una realtà
"trascendente". Tutto congiura, tra le pagine, a insinuare l'idea che
se un paradiso esiste, dev'essere un luogo dove si
ride, dove approderanno gli scampati all'inferno della mancanza di humour e al
purgatorio della seriosità.
Peter
L.
Berger
, sociologo dell'Università di Boston, è autore
di numerose opere, tra cui, pubblicate dal Mulino: "In difesa della
famiglia borghese" (con B. Berger, 1984),
"Una gloria remota. Avere fede nell'epoca del pluralismo" (1994),
"Sociologia. La dimensione sociale della vita quotidiana" (con B. Berger, II ed. 1995), "Il brusio degli angeli. Il
sacro nella società contemporanea" (II ed. 1995), "La realtà come
costruzione sociale" (con T.
Luckmann,
II ed. 1997).