Nel 2005, mentre la XIV legislatura volge al termine, la crisi
di governo ha interrotto il più duraturo ministero repubblicano, senza però
impedire a Silvio Berlusconi di completare il suo mandato di presidente del
Consiglio. Nel contempo, l'opposizione ha vinto le elezioni regionali e
registrato una straordinaria partecipazione alle primarie, che vedono il
ritorno di Romano Prodi al vertice della coalizione di centro-sinistra. Intanto
il centro-destra cerca di riconquistare consenso e di attenuare gli effetti di
una probabile sconfitta nel 2006 con l'approvazione di un'ampia revisione
costituzionale e di un sistema elettorale proporzionale. Con la morte di
Giovanni Paolo II e l'elezione di Joseph Ratzinger sul soglio pontificio si
determinano nuove aspettative sul ruolo sociale e politico della chiesa, in una
fase in cui è cresciuta l'esposizione pubblica della Conferenza episcopale
italiana, a partire dal referendum sulla procreazione assistita. Sul piano
internazionale, la situazione in Iraq si è complicata con il rapimento e la
successiva liberazione di Giuliana Sgrena, costata la vita al funzionario dei
servizi Nicola Calipari. Inoltre, il governo italiano è tra i promotori della
riforma europea del piano di stabilità e crescita, ma subisce subito dopo il
suo primo early warning. Sul piano interno, si segnalano le riforme in materia
di giustizia e scuola e le discussioni attorno a problematiche tardivamente
affrontate come la competitività del sistema paese e la tutela del risparmio.
Proprio il varo della legge sul risparmio, realizzatosi dopo un lungo oblio
parlamentare, e le dimissioni del governatore Antonio Fazio hanno consentito
l'avvio di una nuova fase volta a restituire alla Banca d'Italia la credibilità
perduta a seguito della vicenda delle scalate bancarie. Il quadro complessivo è
quello di un sistema politico in attesa di un turno elettorale cruciale e che
affronta vecchi e nuovi temi con scarso tempismo, molto nervosismo e una certa
improvvisazione.
Indice: Gli
avvenimenti del 2005 - Introduzione. Affanni e improvvisazioni di fine
legislatura, di G. Amyot e L. Verzichelli - 1. Le elezioni regionali. Quando
vincere troppo può essere dannoso, di S. Vassallo. - 2. Dalla Federazione
all'Unione alle primarie. Il cammino del centro-sinistra, di J. Hopkin. - 3.
L'Italia e la politica internazionale: il caso Sgrena-Calipari, di M. Clementi.
- 4. "Così fanno le democrazie avanzate": la coalizione e la crisi di
governo in aprile, di D. Hine e C. Hanretty. - 5. Da risorsa a vincolo?
L'Italia e il patto di stabilità e crescita, di V. Della Sala. - 6. Le
aggregazioni bancarie e il ruolo della Banca d'Italia, di M. Messori. - 7. Il
referendum sulla fecondazione assistita, di C. Martini. - 8. La chiesa italiana
nell'anno del cambio di pontificato, di A. Melloni. - 9. Le riforme nel settore
dell'istruzione: frecce (spuntate) su bersagli sbagliati?, di G. Gasperoni. -
10. La competitività internazionale dell'Italia, di G. Amyot e F. Marangoni. -
Appendice documentaria, a cura di D. Mantovani.
Grant Amyot insegna
nel dipartimento di Studi politici della Queen's University, Kingston, Canada.
Tra le sue pubblicazioni più recenti: "Business, the State, and Economic
Policy: the Case of Italy" (Routledge, 2004). Luca Verzichelli insegna Sistema politico italiano ed Analisi delle
politiche pubbliche nella facoltà di Scienze politiche dell'Università di
Siena. Tra le sue pubblicazioni più recenti: "L'Europa in Italia. Elites,
opinione pubblica e decisioni" (Il Mulino, 2005, curato con Maurizio Cotta
e Pierangelo Isernia) e "Il parlamento. Le assemblee legislative nelle
democrazie contemporanee" (Laterza, 2006, con Alfio Mastropaolo).